lunedì 31 luglio 2023
È Santa Maria di Costantinopoli a Pietracatella, vicino a Campobasso, dove nel 2015 due operai la volta crollò su due operai. L'arcivescovo Bregantini: «Dalla tragedia occasione di speranza»
La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli

La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli - undefined

COMMENTA E CONDIVIDI

Quello di Santa Maria di Costantinopoli a Pietracatella è il primo santuario italiano dedicato alle vittime sul lavoro. La relativa cerimonia di intitolazione c’è stata domenica scorsa, officiata dall’arcivescovo Giancarlo Bregantini che non esita a definirla «bellissima e significativa, perché questa comunità ha saputo trasformare il sangue in speranza».

E allora occorre fare un passo indietro, al 28 luglio 2015, quando tre operai vengono travolti dall’improvviso crollo della volta della chiesa. Si trovavano all’interno per i lavori di ristrutturazione dopo i danni del terremoto del 2002 che segnò questa terra in particolare con la tragedia della scuola del vicino paese di San Giuliano di Puglia. Un operaio muore sul colpo, un altro rimane paralizzato alle gambe e l’accaduto tocca non solo la comunità civile, ma anche e soprattutto quella religiosa, guidata dal parroco don Stefano Fracassi, particolarmente affezionata a questa chiesa, edificata nel 1383, e a quella Madonna, detta anche “della ricotta”, che qui si venera.

Ed è proprio la fede a sorreggere la comunità di questo paesino di 1.250 abitanti, come l’arcivescovo Bregantini tiene a sottolineare: «C’è stato sicuramente il momento del grande dolore, ma poi anche di una forte reazione basata sulla fede, ed un momento così negativo è stato trasformato in positivo, di forte resurrezione spirituale, oltre che sociale e culturale. Si è creata una catena di preghiera, ogni mese in questa chiesa, per ricordare tutti coloro che cadono vittime del lavoro, dovunque e in ogni tempo. Una preghiera legata alla storia ha cambiato la storia, ha cambiato una comunità che non vuole più subire passivamente la tragedia ma prevenirla, arrivare, come si dice oggi, un attimo prima che accada. Pietracatella ha trasformato la tragedia in un’occasione di speranza tramite la preghiera. E la preghiera ha reso la comunità consapevole della tragedia e della sacralità della vita. La decisione di elevare la chiesa a santuario diocesano dedicato alle vittime sul lavoro è quindi sorta spontanea nella comunità e nel clero e io l’ho accolta subito favorevolmente», rimarca il presule di origine trentina, da sedici anni alla guida dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano e con nel cuore sempre l’eco dell’esperienza da operaio vissuta da giovane nelle grandi fabbriche del nord Italia.

«Un’altra riflessione da farsi – riprende Bregantini – è che la vita vale più di ogni altra cosa e viene prima di ogni altra cosa, non può valere di più il profitto o questa fretta che impera nel mondo del lavoro. L’operaio che è rimasto paralizzato in quel crollo ha detto che proprio la fretta può aver portato a sottovalutare la sicurezza, e questo lo vediamo ancora oggi, con i lavori del superbonus, quando alcune ditte hanno fretta di finire presto».

Ieri, proprio nel territorio dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano c’è stato un altro incidente mortale sul lavoro. Un operaio di 51 anni, pugliese, è morto dopo essere stato travolto da un mezzo meccanico all'interno dell'impianto di smaltimento rifiuti di Montagano, a poca distanza del capoluogo molisano. I soccorsi sono stati inutili: quando il 118 è arrivato sul posto l'uomo era già deceduto. È stato aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.

Oggi come ieri, e non solo in patria, di lavoro si muore: non a caso prima della dedicazione del santuario è stata deposta una corona di fiori in ricordo delle vittime della tragedia della miniera di Monongah, negli Stati Uniti, dove, il 6 dicembre 1907, a seguito di un’esplosione, persero la vita 362 operai, 87 dei quali erano proprio emigrati dal Molise.

Ecco dunque l’urgenza di tener presente il tema della sicurezza su lavoro, anche come Chiesa. «Sarebbe molto bello – chiosa Bregantini – farne uno dei cantieri del cammino sinodale. Anche se di fatto la comunità di Pietracatella e della diocesi tutta questo lo ha già fatto, trasformando in perle le lacrime della perdita di quell’operaio e di tanti altri come lui, trasformando il sangue in speranza».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI