giovedì 24 marzo 2016
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MILANO Si allarga la banda larga. A Telecom e Metroweb, con i loro progetti di realizzazione della fibra ottica, si aggiunge ora Enel. Il colosso energetico scende in campo a gamba tesa annunciando di entrare presto in sette milioni e mezzo di case di 224 città italiane. Per intervenire sui già esistenti contatori Enel e realizzare questa impresa tecnologica nei prossimi anni verranno stanziati in totale 2,5 miliardi di euro. È così che parte l’avventura della società di energia elettrica nel business delle telecomunicazioni. Il piano messo a punto dal team guidato da Tommaso Pompei prevede la realizzazione della rete in fibra sfruttando dunque il programma di sostituzione dei contatori digitali: l’infrastruttura partirà per il momento dalle aree A e B, quelle cosiddette «a successo di mercato » e sarà in modalità fiber to the home, il che significa che arriverà fin dentro le case degli italiani. Per le aree C e D, quelle definite invece «a fallimento di mercato», l’Enel aspetta le gare che dovrà indire Infratel alle quali, assicura l’amministratore delegato Francesco Starace, la società intende partecipare. Con l’arrivo di Enel, a questo punto, si rischierebbe una eventuale sovrapposizione di offerte di banda larga. «Probabilmente sì, ma non è importante» risponde Starace riferendosi alla banda ultralarga di Telecom. Con Metroweb, invece, il rischio di duplicare la rete è più lontano, dal momento che Enel «eviterà le città dove non è fisicamente presente nella distribuzione» (per esempio Roma, su cui invece punta proprio Metroweb). E in tema di possibili sovrapposizioni non è mancata una punta polemica a distanza con Telecom. A scatenare la piccata reazione del gigante delle tlc è stato Starace definendo l’impegno di Telecom nella banda larga «più una dichiarazione d’intenti che un piano dettagliato». Immediata la replica di Telecom: le mille città, «come dichiarato dal presidente (di Telecom, ndr) Giuseppe Recchi, non sono un annuncio, ma quelle già effettivamente cablate in fibra ottica dal gruppo telefonico». Starace ha poi annunciato che nel capitale della società potrebbero entrare un paio di fondi che agiranno non solo da finanziatori. Non si tratterebbe pertanto né di Wind né di Vodafone, con cui Enel Open Fiber aveva firmato una lettera d’intenti per un accordo che sarà quindi solo di carattere strategico e commerciale. Il nuovo affare tlc, per Starace, dovrebbe dare ritorni sugli investimenti anche a due cifre, per un Ebitda di Enel Open Fiber che nell’arco di 3-4 anni potrebbe raggiungere i 250 milioni di euro. Se non ci fosse stata l’opportunità di agganciarsi alla sostituzione dei contatori (che riguarda 32 milioni di italiani), l’operazione sarebbe costata «oltre 3 miliardi» ed Enel, spiega l’Ad, non si sarebbe imbarcata nell’impresa. La definizione del piano strategico di Enel Open Fiber, conclude Starace, «è un importante passo avanti per la realizzazione degli obiettivi previsti dall’Agenda digitale europea e dalla Strategia italiana per la banda ultralarga». © RIPRODUZIONE RISERVATA Telecomunicazioni
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