lunedì 18 agosto 2014
Il governo italiano rispetterà il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil senza aumentare la pressione fiscale.
Padoan: anche Bce faccia la sua parte
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Il governo italiano non ha in corso alcuna trattativa con la Ue per un allentamento dei vincoli di bilancio e rispetterà il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil senza aumentare la pressione fiscale.È quanto dicono fonti di palazzo Chigi dopo che il quotidiano Repubblica ha titolato: "Sconto all'Italia, apertura della Ue" e nel testo parla di una "trattativa" che sarebbe in corso fra Italia e Ue sui vincoli di bilancio. Altri giornali parlano della manovra in preparazione con la legge di Stabilità ipotizzando varie soluzioni."Fonti di Palazzo Chigi, a proposito di alcune ricostruzioni di stampa, sottolineano come non ci sia in corso alcuna trattativa, né 'segretà né pubblica, con l'Europa, nessun piano taglia debito. L'Italia farà la sua parte, come più volte ribadito dal premier, rispettando il vincolo del 3% senza aumentare la pressione fiscale", dicono le fonti del governo.Secondo le stesse fonti inoltre "non esiste un problema Italia in Europa: esiste un problema dell'eurozona che l'Italia contribuirà ad affrontare".Repubblica, parlando della presunta trattativa con la Ue, riprende un articolo pubblicato ieri nel quale si diceva che "la trattativa è già in corso da qualche settimana. Si basa su due grandi pilastri: la parola flessibilità e una percentuale, quella dello 0,25% nella riduzione dei saldi [rispetto lo 0,5 richiesto dal Fiscal compact]. La somma dei due fattori porterebbe ad uno sconto nel 2015 di oltre 4 miliardi".La Stampa scrive che per confermare il bonus da 80 euro si starebbe studiando "un contributo di solidarietà del 10% e un blocco della indicizzazione biennale a coloro i quali percepiscono una pensione con il sistema retributivo superiore ai 3.500 euro al mese".Sullo stesso giornale, il viceministro all'Economia Enrico Morando dice, a proposito del 3% di detto nel deficit/Pil, che "nel 2014 riusciamo a stare sotto, ma nel 2015 si profila una correzione a oggi vicina ai 20 miliardi, necessaria per rispettare l'obiettivo del pareggio strutturale di bilancio".
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