giovedì 11 gennaio 2018
Dalla cura del cancro alla simultazione dei terremoti sono strategici in molti settori, ma mancano gli investimenti
Un miliardo per il supercomputer Ue
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L'Europa arranca in un campo tecnologico cruciale: i supercomputer, cervelloni dalla potenza di calcolo gigantesca, mentre la Cina
(dove si trova il più potente supercomputer), gli Usa, il Giappone sono molto più avanti. E così la Commissione Europea ha proposto il progetto EuroHPC, da finanziare con un miliardo di euro entro il 2020, per consentire all'Ue di dotarsi di supercomputer all'avanguardia. "La concorrenza - ha detto Andrus Ansip, vice presidente della Commissione responsabile per il Mercato Unico
digitale - è accanita e oggi l'Ue sta rimanendo indietro: nessuno dei nostri supercomputer figura nella classifica mondiale dei primi dieci".

Tant'è che scienziati, ricercatori, ingegneri europei devono sempre più spesso portare i propri progetti fuori Ue per accedere al calcolo avanzato. Questo, avverte la Commissione, con "problemi relativi alla privacy, alla protezione dei dati, ai segreti commerciali". I supercomputer sono cruciali nei settori più disparati. Ad esempio possono consentire la diagnosi precoce di malattie come il cancro, lo sviluppo di nuove terapie, prevedere la direzione degli uragani o simulare terremoti, sventare attacchi informatici, gestire centrali energetiche, ridurre il ciclo produttivo di un'auto da 60 a 24 mesi. Secondo Bruxelles, in Europa mancano tra i 500 e i 750 milioni di euro di investimenti l'anno. Solo che, spiega, "nessuno stato europeo da solo ha la capacità di costruire in supercomputer in tempi compatibili con i concorrenti dell'Ue".

E' il senso di EuroHPC, iniziativa preceduta dall'intesa, raggiunta il 23 marzo 2017 tra sette stati membri (tra cui Italia, Germania e Francia), cui poi se ne sono aggiunti altri cinque più la Svizzera, per costruire un'infrastruttura di supercalcolo integrata. EuroHPC opererà nel periodo 2019-2026. L'Ue stanzierà 486 milioni di euro, il resto dovrà venire dagli stati. L'obiettivo è disporre per il 2020 nell'Ue di almeno due supercomputer con prestazioni pre-esascala (1017, pari a cento milioni di miliardi di calcoli al secondo), e due medi (1016, pari a 10 milioni di miliardi di calcoli al secondo) - per raffronto, un pc commerciale attuale è in grado di compiere tra i 5 e i 20 miliardi di calcoli al secondo. Si tratta però di prepararsi anche alla prossima frontiera, la prestazione esascala (1018, un miliardo di miliardi di calcoli al secondo) che si prevede sarà raggiunta tra il 2021 e il 2022. EuroHPC attuerà inoltre un programma di ricerca e innovazione sul calcolo ad alte prestazioni per consolidare la posizione tecnologica Ue.

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