Gli incredibili compensi dei ceo: quello di Google può guadagnare 692 milioni
di Pietro Saccò
Premi e bonus portano a livelli sempre più siderali i redditi dei grandi manager americani. Pichai può diventare il più ricco di tutti, ma Musk punta i mille miliardi

Se c’è un manager che non ha guerre e conflitti al centro dei suoi pensieri in questo fine settimana, quello è Sundar Pichai, l’uomo che dal 2015 guida Google e dal 2019 è anche amministratore delegato di Alphabet, la capogruppo. Nella testa di Pichai in queste ore c’è piuttosto la strategia da elaborare per centrare gli obiettivi che gli ha assegnato mercoledì 4 marzo il comitato compensi del consiglio di amministrazione: perché, se riuscirà a raggiungerli tutti, potrà incassare il compenso straordinario stabilito dal board, cioè fino a 692 milioni di dollari in tre anni. Una cifra che potrebbe farne il ceo più pagato al mondo, a meno che Elon Musk non riesca a sua volta a centrare i suoi obiettivi e ottenere da Tesla un pacchetto di bonus e premi potenzialmente vicino ai mille miliardi di dollari.
Pichai, 53enne indiano naturalizzato statunitense, laureato in ingegneria metallurgica e con un master a Stanford e un altro a Wharton, prima di entrare in Google ha lavorato in Applied Materials e poi in McKinsey. Ha già dimostrato di saper creare valore per gli azionisti del gruppo. Nei suoi dieci anni ai vertici operativi dell’azienda, la capitalizzazione di mercato di Alphabet è cresciuta in modo imponente, fino a superare per breve tempo, a gennaio, i 4 mila miliardi di dollari. Per il consiglio di amministrazione può fare anche di più. Il board di Alphabet ha confermato il suo stipendio base di 2 milioni di dollari all’anno, accompagnandolo però con una serie di premi molto ricchi legati alle performance dell’azienda.
Ci sono due tranche da 63 milioni di dollari in azioni, legate al ritorno totale per gli azionisti di Alphabet rispetto alle altre società dello S&P 100. A queste si aggiunge un premio da 84 milioni di dollari in "restricted stock units", che maturano nel tempo. Poi ci sono due ulteriori incentivi legati alle attività più ambiziose del gruppo, i taxi a guida autonoma di Waymo e i droni di Wing. Se dimostrerà di saper far crescere e valorizzare queste due attività, Pichai potrà ottenere altri 175 milioni di dollari. Il pacchetto base dei compensi vale così 391 milioni di dollari, ma se i risultati di Pichai andranno oltre le aspettative i premi legati alle performance potranno arrivare fino al doppio, facendo salire il compenso massimo a 692 milioni. Una cifra che supererebbe di gran lunga quella dei suoi principali concorrenti nel mondo tech: come ha ricordato il Financial Times, Satya Nadella di Microsoft ha chiuso il 2025 con un compenso personale di 96,5 milioni di dollari, mentre Tim Cook ha ottenuto 74,3 milioni.

«Gli attuali e i precedenti incentivi ai compensi di Pichai hanno portato notevoli benefici ad Alphabet e ai suoi azionisti», osserva il consiglio di amministrazione. «Nell’assegnare questo premio, il Comitato ha stabilito che incentivare ulteriormente il signor Pichai a concentrare i suoi sforzi sullo sviluppo e l’ampliamento delle altre scommesse in fase avanzata di Alphabet, come Waymo e Wing, è nel migliore interesse di Alphabet e dei suoi azionisti ed è progettato per massimizzare il valore azionario a lungo termine».
La paga promessa al manager di Alphabet si inserisce in una tendenza più generale di rialzo dei compensi dei top manager negli Stati Uniti. Secondo le ultime rilevazioni dell’Harvard Law School Forum on Corporate Governance, negli ultimi cinque anni i compensi dei manager delle società dell’indice S&P 500 sono saliti in media del 26%, raggiungendo i 16,4 milioni di dollari nel 2025, spinti in gran parte, come nel caso di Pichai, da incentivi legati a obiettivi di lungo termine. La stessa analisi nota anche un netto calo degli incentivi collegati a clima e sostenibilità, segno di «un cambiamento delle priorità aziendali e nelle pratiche di disclosure». Raramente, sottolinea lo studio di Harvard, gli azionisti bocciano gli aumenti promessi dai consigli di amministrazione. La società di analisi Equilar, che esamina da oltre 15 anni i compensi dei manager americani, calcola che il rapporto tra paga del ceo e stipendio medio dei dipendenti, il cosiddetto ceo pay ratio, è passato da 186 nel 2023 a 192 nel 2024. Significa che il manager guadagna in media oltre 190 volte quello che guadagna un dipendente.
Per i manager europei il contesto appare un po’ più contenuto. Secondo un report di Mercer sulle maggiori società del continente, nel 2024 gli aumenti medi dei compensi dei ceo sono stati più moderati rispetto agli Stati Uniti, con premi che nei casi migliori possono comunque moltiplicare in modo rilevante il compenso base. In Italia, segnala Mercer, gli stipendi medi dei ceo restano molto più bassi di quelli dei grandi gruppi americani (1,3 milioni), anche se nel 2024 si è registrata una crescita significativa. Pascal Soriot di AstraZeneca, che ha da poco ottenuto un aumento fino a 17,7 milioni di sterline, è probabilmente oggi uno dei manager più pagati in Europa, mentre Carlos Tavares, l’ex ceo di Stellantis, ha lasciato il gruppo nel 2024 dopo avere incassato 23,1 milioni di euro per quell’anno e 36,5 milioni per i dodici mesi precedenti.
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