mercoledì 19 luglio 2023
L'inviato del Papa e il presidente degli Stati Uniti hanno discusso, fa sapere una nota, del dramma dei bambini deportati. Apprezzamento di Biden per la leadership globale di Francesco
Zuppi due ore a colloquio con Biden alla Casa Bianca
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E' durato quasi due ore il colloquio di ieri sera (pomeriggio a Washington), 18 luglio, tra il cardinale Matteo Zuppi, inviato del Papa per pace in Ucraina, e il presidente statunitense Joe Biden. E già questo fa comprendere l'importanza dell'incontro. Al centro del quale, come riferisce una nota della Casa Bianca, c'è stato - come del resto si sapeva fin dalla vigilia - l'impegno della Santa Sede per "il ritorno dei bambini ucraini deportati con la forza". Come si legge nel comunicato, "il Presidente Biden ha espresso i suoi auguri per il continuo ministero di Papa Francesco e per la sua leadership globale e ha accolto con favore la recente nomina a cardinale di un arcivescovo statunitense (Robert Francis Prevost, Prefetto del Dicastero per il Clero, riceverà la porpora il prossimo 30 settembre, ndr)". Il cardinale e il presidente, il secondo di confessione cattolica nella storia degli Stati Uniti, "hanno anche discusso - aggiunge la nota - dell'impegno della Santa Sede nel fornire aiuti umanitari per affrontare le diffuse sofferenze causate dalla continua aggressione della Russia in Ucraina". Il cardinale Zuppi, ha precisato la presidenza americana, è stato ricevuto alla Casa Bianca "su richiesta del Papa Francesco".

Dunque anche questa terza tappa dell'itinerario di pace che il cardinale Zuppi (dopo quelle di Kiev e di Mosca, rispettivamente all'inizio e alla fine di giugno), sta compiendo su incarico di papa Francesco, si conferma fondamentale ai fini dell'avvio di un dialogo che possa coinvolgere le diverse parti in causa. Gli aspetti umanitari sono al centro di questo tentativo e possono costituire il primo passo. Una sorta di rompighiaccio, per poi procedere a ulteriori sviluppi, quanto mai necessari, vista anche la difficile situazione venutasi a creare sul fronte, ad esempio, delle esportazioni di grano, oltre che per quanto riguarda le operazioni belliche in sé e per sé. La durata del colloquio, del resto, fa intendere che non solo della pur centrale questione dei bambini si deve essere parlato. E di certo i temi, a cominciare proprio dalla nuova crisi del grano, nel difficile cammino verso la più volte auspicata pace (da parte di papa Francesco) non mancano. Ad esempio quello sull'opportunità o meno di invio di nuove armi all'Ucraina da parte americana, compresa la ventilata possibilità di impiego delle cosiddette bombe a grappolo.

Di certo l'incontro con il presidente Biden parla di una paziente tessitura di una tela, che per ammissione dello stesso cardinale Zuppi può essere fatta in molti modi. Il multilateralismo è appunto uno di questi, per cui - anche se nulla trapela per il momento dalle fonti vaticane - questa terza tappa del percorso di pace potrebbe non essere l'ultima. Finora Zuppi - almeno sul piano degli sforzi umanitari ha raccolto consensi. Anche a Mosca alla fine di giugno. Dove il consigliere di Putin per la politica estera, Yuri Ushakov, aveva espresso un «alto apprezzamento» per la posizione, definita dai russi «equilibrata e imparziale», del Vaticano, illustrata dal cardinale. Di qui la disponibilità di Mosca a discutere «ulteriori proposte se emergono». L'auspicio di tutti è che si continui su questa strada. Specie dopo che - al ritorno a Roma - come già era avvenuto nelle due precedenti occasioni il presidente della Cei avrà riferito al Papa anche di questo lungo colloquio con Biden.

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