lunedì 20 febbraio 2023
In occasione dei 150 anni della nascita al via l'Anno giubilare in Normandia dedicato alla carmelitana che dal 1997 è dottore della Chiesa. Le iniziative promosse per la prima volta dall'Unesco
Il santuario di Alencon città natale in Normandia della misitica carmelitana

Il santuario di Alencon città natale in Normandia della misitica carmelitana - .

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A 150 anni dalla nascita e a un secolo dalla beatificazione, questo 2023, non solo in Francia, sarà particolarmente ricco di occasioni per accostarsi alla figura di Teresa di Gesù Bambino, la santa della Normandia conosciuta come Teresa di Lisieux. Gli anni della sua vita terrena corrispondono appena alle ore d’una giornata: infatti morì ad appena 24 anni.
Suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, detta di Lisieux, al secolo Marie-Françoise Thérèse Martin (Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897), è stata una carmelitana francese. Beatificata il 29 aprile 1923 da papa Pio XI, fu proclamata santa dallo stesso Pontefice brianzolo il 17 maggio 1925. È patrona dei missionari dal 1927 assieme al gesuita san Francesco Saverio e, dal 1944, assieme a sant’Anna, madre della Beata Vergine Maria, e a Giovanna d’Arco, patrona di Francia. Il 19 ottobre 1997, nel centenario della sua morte, fu proclamata da Giovanni Paolo II dottore della Chiesa, terza donna, a quella data, a ricevere tale titolo dopo Caterina da Siena e Teresa d’Avila nel 1970.

Le tappe di questo anno giubilare


A sorpresa le commemorazioni e gli eventi dell’Anno giubilare in onore della santa correranno su un binario doppio. Accanto a quello pienamente religioso, ve ne sarà uno di «celebrazioni culturali» posto sotto l’egida della comunità internazionale. Su proposta della Francia, supportata ufficialmente pure da Italia e Belgio, l’anniversario della nascita di Teresa di Gesù Bambino è stato inserito fra quelli del biennio 2022-2023 sostenuti dall’Unesco. «Questa celebrazione contribuirà ad apportare una più grande visibilità e giustizia alle donne che hanno promosso, con le loro azioni, i valori della pace», si può leggere nella motivazione, avallata all’unanimità durante la Conferenza generale dell’Unesco del novembre 2021.
In quell’occasione il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ringraziando a nome della Santa Sede l’agenzia dell’Onu preposta alla cultura, all’educazione, alla scienza e alla comunicazione, aveva sottolineato l’importanza di questo riconoscimento e di quello parallelo per gli 850 anni dalla morte di san Nersès il Grazioso, patriarca degli armeni (1102-1173). «La loro testimonianza – aveva evidenziato il porporato vicentino – ci lascia una traccia dell’inestimabile patrimonio cristiano che ha segnato la formazione socioculturale dell’umanità. Ma è pure un invito a considerare la dimensione trascendente della vita per coltivare assieme il sogno di un umanesimo solidale».
Un segno quello dell’Unesco di inserire questo anniversario teresiano come una data simbolo per fare memoria della santa di Lisieux a cui plaude padre Thierry Hénault-Morel, il rettore del Santuario, nel cuore di Alençon dedicato ai genitori di Teresina, canonizzati proprio da papa Francesco nel 2015: Louis e Zélie Martin. «L’anniversario, che in prima battuta è un appuntamento ecclesiale rivolto ai credenti, è stato adesso accolto anche dalla società civile attraverso questo riconoscimento. Il Giubileo sancito da Roma viene vissuto in particolare ad Alençon e a Lisieux e intende essere, attraverso numerosi eventi,¬- spiega padre Thierry Hénault-Morel- un’occasione di conversione e un momento di grazia. A ciò si aggiunge il riconoscimento dell’Unesco, organismo internazionale non confessionale, che scorge nella personalità stessa di Teresa una donna, modello per l’umanità, che si è spesa nei campi dell’educazione, della cultura e della pace. L’Unesco non è insensibile a una certa forma di promozione femminile, nel senso dell’apporto delle donne e del loro “tocco” su grandi cause».

Per evidenziare la portata planetaria dell’attenzione e della devozione verso la santa, le Missioni estere di Parigi hanno offerto la propria sede per la mostra «Teresa di Lisieux e l’ardore dell’amore» (15 gennaio-15 marzo), concepita dall’Associazione degli amici di Teresa e del Carmelo di Lisieux, in collaborazione con padre Didier-Marie Golay, carmelitano scalzo a Lisieux. Promossa per essere itinerante e raggiungere pure l’Italia, la mostra evidenzia fra l’altro i legami poco noti della santa con l’Estremo Oriente, ad esempio con il Vietnam e la Cambogia.
Cominciate a inizio anno a Lisieux e Alençon, quest’ultima città natale normanna della santa, le celebrazioni culturali ggiungeranno la Spagna e la Svizzera, fra agosto e settembre, ma riguarderanno ancor prima l’Italia.

Un'immagine di santa Teresina di Gesù, detta di Lisieux, (1873-1897)

Un'immagine di santa Teresina di Gesù, detta di Lisieux, (1873-1897) - .

Come verrà ricordata la santa nel nostro Paese in questo 2023

A Roma, presso la “Teresianum”, la Pontificia Facoltà teologica legata all’Ordine carmelitano, sono previsti incontri di riflessione dal 12 al 16 marzo, con l’arrivo della mostra itinerante, poi l’8 e il 9 giugno con il seminario «Teresa di Lisieux, paradigma di santità moderna?». La tappa seguente sarà nella diocesi di Cremona. Dal 20 al 30 marzo, assieme alla mostra accolta nel Battistero della Cattedrale, si potrà assistere a una conferenza presso la sede locale dell’Università Cattolica, il 23, prima di un concerto, il 30, in Cattedrale, dove risuoneranno dei violini fabbricati con il legno d’imbarcazioni degli esiliati. È prevista la lettura di testi teresiani, accostati a quelli di scrittori e filosofi.
Da fine giugno, la mostra sarà accolta nella Cattedrale di Rimini e resterà visitabile anche durante le giornate del Meeting di Comunione e Liberazione (20-25 agosto). In autunno il ciclo tornerà in Lombardia, sotto il patrocinio dell’arcidiocesi di Milano, con un programma in fase di definizione. In Svizzera e in Spagna, le città interessate saranno Lugano, alla Facoltà di teologia, e Avila, presso il Centro universitario Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce che accoglierà ad agosto un intervento di monsignor Francesco Follo, già osservatore permanente della Santa Sede presso l’Unesco a Parigi.

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