martedì 2 maggio 2017
Sulle pagine della diocesi di Milano ogni domenica il vescovo Mario Delpini scrive una rubrica sul significato delle parole nella vita di tutti i giorni
Perugia-Assisi marcia della pace (Foto d'archivio)

Perugia-Assisi marcia della pace (Foto d'archivio)

«Io protesto contro gli adulti che si lamentano di tutto e insinuano nei giovani il sospetto che non valga la pena di diventare adulti. Io protesto contro i cristiani che escono di chiesa tristi e divisi come sono entrati e diffondono l’idea che non valga la pena di andare a Messa. Io protesto contro i ricchi che usano i soldi per fare soldi invece che per creare lavoro. Io protesto contro gli insegnanti, gli educatori, i genitori che suggeriscono ai ragazzi di vivere secondo i loro capricci piuttosto che secondo la loro vocazione. Io protesto contro quelli che vedono diffondersi droga, alcool e fumo tra i ragazzi e dicono: “Cosa vuoi? Sono ragazzi? Che male può fare un po’ di fumo?”. Io protesto contro quelli che dicono che per rendere migliore la società servono leggi più severe, invece che speranze più grandi e più vere. Io protesto contro quelli che dicono che per essere liberi si deve poter promettere fedeltà e praticare l’infedeltà. Io protesto contro quelli che trattano la famiglia come un problema e sostengono che sia un diritto sfasciarla. Io protesto contro gli economisti che pretendono che il mondo sia governato dalle (loro) leggi economiche. Io protesto…».
Gianni, che è amico di don Luigi da molti anni, lo interrompe: «Mi scusi, don Luigi, ma lei protesta contro tutti! Non mi sarà mica diventato protestante per caso!».
«Ignorante! Non si chiamano protestanti, ma riformati e molti di loro sono d’accordo con me. E io protesto anche contro di te che non protesti mai per niente, pappamolla che non sei altro!».
Insomma oggi don Luigi è proprio arrabbiato e intrattabile. Ma voi gli dareste torto?


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