venerdì 17 febbraio 2017
«Nessun popolo è criminale, e nessuna religione è terrorista. Ci sono persone fondamentaliste in tutte le religioni»: è il messaggio rivolto ai partecipanti all'incontro dei Movimenti popolari
Il cardinale Turkson e i partecipanti all’incontro dei Movimenti popolari a Modesto, in California. Il Papa ha inviato loro un messaggio, invitandoli a lavorare per la pace. (Foto Ansa)

Il cardinale Turkson e i partecipanti all’incontro dei Movimenti popolari a Modesto, in California. Il Papa ha inviato loro un messaggio, invitandoli a lavorare per la pace. (Foto Ansa)


«Nessun popolo è criminale, e nessuna religione è terrorista. Non esiste il terrorismo cristiano, non esiste il terrorismo ebraico e non esiste il terrorismo islamico. Non esistono. Nessun popolo è criminale o narcotrafficante o violento. Ci sono persone fondamentaliste e violente in tutti i popoli e in tutte religioni, che si rafforzano anche con le generalizzazioni intolleranti, e si nutrono dall'odio e dalla xenofobia».

Il Papa ha rivolto queste parole ai partecipanti al 4° Incontro dei Movimenti popolari che si sta svolgendo nella città di Modesto, negli Stati Uniti, e a cui ha preso parte il cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Integrale.


«Affrontando il terrorismo con l’amore, lavoriamo per la pace», ha aggiunto Francesco. In altre parole, come riporta la Radio Vaticana sono i Buoni Samaritani che salveranno il mondo, cioè coloro che hanno l’autentica capacità di farsi prossimi dei bisogni di chi soffre. Non l’ipocrisia di chi si riempie le tasche ignorando con stile le piaghe sociali per poi manipolare le coscienze quando le ferite sono così evidenti che non si può più fingere di non vederle.

Il Papa ha usato parole nette non solo per scindere il fondamentalismo dalla religione ma anche per invitare a lavorare per la pace e per la giustizia sociale. Di fronte ai partecipanti all'incontro che si conclude il 19 febbraio a Modesto, in California, Francesco aveva esordito: «Come mi rende felice vedervi lavorare insieme per la giustizia sociale!». «Come vorrei che questa energia costruttiva si diffondesse in ogni diocesi, in modo che diventino ponti tra i popoli e gli individui», il sogno di Francesco, secondo il quale «questi sono i ponti che possono abbattere i muri dell’esclusione, dell’indifferenza, del razzismo e dell’intolleranza». Di fronte a un processo di «disumanizzazione accelerata», per papa Francesco bisogna che i Movimenti popolari sappiano cogliere «i pericoli ma anche le opportunità che ogni crisi porta con sé».


«Il grave pericolo è espropriare i nostri vicini», e di dividere il mondo tra «vicini» e «non vicini», invece di scegliere l’icona del Buon Samaritano come strada da seguire per la prossimità. No, allora, a un «sistema economico che ha il dio denaro al centro», all'ipocrisia e alla falsa «tolleranza»: «La disoccupazione è reale, la violenza è reale, la corruzione è reale, la crisi di identità è reale», scrive il Papa, ricordando che è nella misericordia che si trovano le «radici dell’identica umanità che resiste alla disumanizzazione che prende le sembianze dell’indifferenza, dell’ipocrisia e dell’intolleranza».

«Difendere la creazione», l’altro imperativo del Papa, tenendo presente che la scienza non è «neutrale» rispetto alle nuove conquiste dell’umanità.

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