sabato 3 maggio 2014
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"A coloro che hanno la possibilità di incidere sulla vita delle persone, attraverso le responsabilità pubbliche a cui sono chiamati, chiediamo di uscire dal cono d'ombra dell'autoreferenzialità, scrollandosi di dosso il torpore creato da anni di privilegi e immobilismo": lo afferma l'Azione Cattolica Italiana nel suo "messaggio alla Chiesa e al Paese" a conclusione della 15/ma assemblea nazionale. "Li sollecitiamo, inoltre, a restituire 'sensò al ruolo dell'Italia nell'Europa e nel mondo, senza rassegnarsi ad un futuro di marginalità e mediocrità" dichiara l'associazione cattolica. "Li incalziamo, quindi - aggiunge - a rompere le catene che hanno bloccato quelle minime e necessarie riforme istituzionali ed economiche di cui ha bisogno il Paese, per rafforzare la democrazia in chiave partecipativa e imboccare la strada della fiducia. Li invitiamo, in definitiva, a rimettere al centro la persona nella sua concretezza". "Avvertiamo la responsabilità, nel cuore di una crisi economica che continua a scaricare sui deboli le conseguenze più drammatiche - dice l'Azione Cattolica - di aiutare tutti e ciascuno a non chinare la testa di fronte alle difficoltà della vita. Avvertiamo con urgenza il dovere di sostenere le fragilità e di indicare la strada concretissima della speranza cristiana a chiunque, in questa difficile parabola della storia, abbia perso forza e fiducia". "Invitiamo - aggiunge - a essere 'corresponsabili della gioià rappresentanti delle istituzioni, politici, imprenditori, sindacati, rendendoci disponibili a partecipare alla costruzione di un futuro migliore, secondo l'incoraggiamento ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell'incontro avuto con la Presidenza nazionale durante i lavori assembleari".
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