sabato 7 gennaio 2017
La lettera del presidente della Conferenza episcopale italiana Bagnasco ai genitori, in procinto di scegliere la scuola per i figli e se avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica.
Foto Romano Siciliani (archivio)

Foto Romano Siciliani (archivio)

"La vita dimostra che il benessere ha la sua importanza, ma non rende veramente felici: nonostante agio, cultura, relazioni, lavoro, serpeggia una diffusa insoddisfazione che colpisce anche le giovani generazioni". Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei nella lettera scritta in occasione della Giornata di sensibilizzazione alla scelta dell'ora di Religione a scuola prevista per domani, domenica 8 gennaio. "Si parla spesso - scrive Bagnasco - di una certa fragilità che rende difficile resistere nelle difficoltà della vita, alle quali nessuno può sottrarsi. È segno di uno smarrimento interiore che nasce dal non riuscire a fare sintesi, a ordinare le conoscenze, le emozioni, le esperienze, i sentimenti".

"Anche il ricco mondo della scuola, con le conoscenze e le competenze che offre - scrive ancora Bagnasco - chiede un punto
di sintesi, perché il giovane non diventi un'enciclopedia, ma una persona matura". In questo senso, prosegue Bagnasco, "l'insegnamento della religione cattolica, anche per la sua valenza culturale, può essere per tutti un momento di chiarificazione e di equilibrio: i contenuti, la storia, il confronto con le civiltà, sono un riferimento necessario per comprendere il tempo e la società che abitiamo, uno strumento per il dialogo con tutti".

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