martedì 24 maggio 2022
Sono saliti a 7 i casi accertati in Italia. Sei li ha rilevati l'Istituto Spallanzani di Roma e uno è stato diagnosticato dall'Ospedale Sacco di Milano
Il vaiolo delle scimmie: contagiosità, sintomi, categorie a rischio, cure

Ansa

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Sono saliti a 7 i casi di vaiolo delle scimmie accertati in Italia. Sei li ha rilevati l'Istituto Spallanzani di Roma e uno è stato diagnosticato dall'Ospedale Sacco di Milano. Cinque pazienti sono ricoverati (quattro a Roma e uno ad Arezzo), gli altri due sono seguiti a domicilio. Sotto osservazione i loro contatti stretti, mentre si valutano altri casi sospetti. In Gran Bretagna i casi segnalati sono 71.

Che malattia è?

Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva già conosciuta e diffusa in Africa, e piuttosto rara negli esseri umani, causata dall’infezione da monkeypox virus, “cugino” del vaiolo umano ma molto diverso per diffusività e gravità. Nonostante la malattia riguardi prevalentemente gli animali, poiché il virus ha la capacità di infettare specie differenti il monkeypox è arrivato all’uomo: il primo caso è stato registrato nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo.

Come si trasmette?

A differenza del Covid non è sufficiente aver condiviso l'ambiente, serve un contatto stretto. Quindi il virus può essere trasmesso per via sessuale, baciandosi, attraverso lesioni contagiose o per contatto con indumenti e biancheria utilizzati da una persona infetta.

Quali sono i tempi del contagio?

La contagiosità non inizia da quando la ​persona ha contratto il virus ma da quando ha iniziato a manifestare i sintomi. Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra i 5 e i 21 giorni

Quali sono i sintomi della malattia?

I sintomi sono febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, brividi e linfonodi ingrossati. Caratteristica della malattia è però una eruzione cutanea che dal viso si diffonde alle altre parti del corpo, principalmente mani e piedi. L'eruzione tende poi a modificarsi nel corso della malattia fino a formare una crosta che poi cade.

Si può morire?

Il vaiolo delle scimmie ha generalmente conseguenze lievi, con la maggior parte dei pazienti che guarisce entro poche settimane senza trattamento. Tuttavia l'infezione può avere un decorso più grave. In Africa esistono due ceppi del virus: quello del Congo letale in una persona ogni 10 e quello dell'Africa occidentale che uccide in un caso ogni 100 riportati. Gli esperti sottolineano tuttavia che nei Paesi occidentali il tasso di mortalità risulterebbe inferiore, per via dell'assistenza sanitaria e migliore dieta nutrizionale.

Quali sono le categorie più a rischio?

Secondo alcuni studi i gruppi più a rischio sono: bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunodepresse.

Esiste una cura specifica?

In genere non serve ed è sufficiente una terapia a base di antiepiretici. Nei casi più gravi possono essere somministrati antivirali e sangue raccolto da individui vaccinati contro il vaiolo.

Il vaccino contro il vaiolo previene la malattia?

Le cure contro il vaiolo sembrano funzionare anche nelle persone che hanno contratto il vaiolo delle scimmie. In particolare il vaccino Jynneos, autorizzato negli Stati Uniti ma non in Gran Bretagna, parrebbe efficace nel 85% dei casi nel prevenire il vaiolo delle scimmie.

Dobbiamo preoccuparci?

Nelle ultime settimane ci sono stati 120 casi confermati o sospetti in almeno 12 Paesi non africani. Malgrado l'allarme, gli esperti sottolineano che la velocità di circolazione del virus non è minimanente paragonabile a quella del Covid.

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