mercoledì 15 febbraio 2017
Un grottesco abbaglio scambiato per sviluppo
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Vogliono fare un deserto, e lo chiamano «sviluppo». La risoluzione con la quale ieri il Parlamento europeo ha invitato i Paesi membri ad alimentare un «fondo internazionale» per finanziare «l’accesso al controllo delle nascite e l’aborto sicuro e legale» suonerebbe grottesco se non fosse drammatico. Strasburgo infatti chiede di erogare alle ong impegnate nei Paesi più poveri fondi destinati al progresso umano, economico e sociale: in altre parole, i soldi per aborti catalogati alla voce sviluppo. Non sarà facile andarlo a spiegare ai popoli di Paesi dove la nascita di un figlio è vista ancora come un dono e una ricchezza. Sono gli stessi convinti di poter avere un futuro nel Nord del mondo, dove si affannano a emigrare inseguendo un sogno che s’infrange contro i muri eretti per arginarne il flusso. Ma di questa angosciosa domanda la Ue non sembra accorgersi, impegnata com’è a predicare la sua singolare idea di «sviluppo». E, nel silenzio sulle politiche Usa di selezione dei migranti, prende di mira la sola iniziativa sensata della nuova amministrazione americana: il taglio agli stanziamenti per l’aborto nel mondo. Un abbaglio che dice molto di quel che la Ue si sta riducendo a essere.
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