sabato 13 aprile 2019
Ai domiciliari il segretario Bocci, l’assessore Barberini e 2 manager dell’azienda ospedaliera. Nel mirino otto concorsi per l’assunzione di personale. Tra i 35 indagati la presidente della Regione
Catiuscia Marini (s) e Gianpiero Bocci (d), in una foto d'archivio. ANSA / PIETRO CROCCHIONI /CRI

Catiuscia Marini (s) e Gianpiero Bocci (d), in una foto d'archivio. ANSA / PIETRO CROCCHIONI /CRI

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Un altro terremoto ha sconvolto l’Umbria. Ma stavolta è un’azione giudiziaria su presunte irregolarità commesse nelle procedure di otto concorsi per l’assunzione di personale in un’azienda ospedaliera di Perugia. Per aver rivelato informazioni riservate su possibili tracce di prove d’esame sono finiti agli arresti domiciliari quattro tra politici e manager. Ieri mattina la guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine avviata dalla procura del capoluogo umbro, ha eseguito provvedimenti di custodia cautelare nei confronti del segretario regionale del Pd, l’ex deputato Giampiero Bocci, già sottosegretario agli Interni nei governi Letta, Renzi e Gentiloni, dell’assessore alla Salute della Regione, Luca Barberini, anch’esso in quota al partito democratico, del direttore generale dell’azienda sanitaria, Emilio Duca, e dell’ex direttore amministrativo della stessa struttura, Maurizio Valorosi.

Altri sei dirigenti di enti ospedalieri della regione sarebbero stati sottoposti a misure interdittive (sospesi per sei mesi dall’esercizio delle attività amministrative). Tra questi, il supermanager Walter Orlandi, direttore dell’area sanità della Regione. Ma gli indagati sarebbero in tutto 35. Durante la mattinata, i finanzieri avevano effettuato perquisizioni negli uffici e nelle case della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini – che risulta tra gli indagati a piede libero – e dei due principali accusati, Bocci e Barberini, oltre a controllare e sequestrare atti e documenti negli uffici amministrativi dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e del Broletto (sede della Regione).

L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Perugia, Luigi De Ficchy, coadiuvato dai pm, Paolo Abbrotti e Mario Formisano: i magistrati ipotizzano, per le persone coinvolte, a vario titolo, i reati di abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso. Al blitz della Finanza si sarebbe arrivati dopo centinaia di intercettazioni, telefoniche e ambientali, e di investigazioni “tradizionali”. I fatti avrebbero a che fare con l’assunzione di personale ausiliario del più importante ospedale cittadino.

In particolare, nell’ordinanza il gip fa riferimento a due conversazioni intercettate all’indagato Duca, direttore del nosocomio. Nella prima, del 9 maggio 2018, Duca parla con Alvaro Mirabassi, vicepresidente del Consiglio comunale: «Anche il Mirabassi – scrive il giudice – chiede di avere le tracce della prova scritta del 16 maggio e il Duca lo rassicura aggiungendo inoltre che avrebbe dovuto darle anche a Giampiero (dovendosi intendere l’onorevole Bocci)». Nella seconda intercettazione e in altre successive si conferma «la necessità avvertita da entrambi di far combaciare i diversi interessi clientelari, in particolare quelli segnalati dai predetti Barberini e Bocci, al quale, ultimo, il Duca ripromette di consegnare le tracce scritte l’indomani».

Il fascicolo della procura è di 90 pagine. La prima reazione è della presidente della Regione, Catiuscia Marini: «Quest’oggi mi è stata notificata dalla procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di una indagine preliminare relativa a procedure concorsuali in capo a una Azienda sanitaria – ha dichiarato –. Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale all’attività dell’autorità giudiziaria. Sono tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine». «Assoluta estraneità ai fatti» viene sostenuta anche dall’assessore Barberini, che nel frattempo si è autosospeso dal Pd e si è dimesso dall'incarico in giunta regionale.

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