mercoledì 30 dicembre 2009
A Massaciuccoli, il lago fa sempre più paura. Idrovore al lavoro. E la gente fugge dalle case. I sindaci sono pronti ad evacuare oltre 600 famiglie dalle zone più a rischio. È una corsa contro il tempo. Intanto i Carabinieri hanno inviato una segnalazione in Procura per disastro colposo.
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Una pioggia insistente ma leggera è cadu­ta ieri, da mattina a sera, sui tetti delle case di Nodica, Migliarino, Massarosa e Torre del Lago, già provate dall’esondazione del fiume Serchio. I meteorologi annunciano: ci sa­ranno acquazzoni di ben altra portata nella not­te tra giovedì e venerdì. La speranza è che si sbaglino. O potrebbero es­sere guai. Gli occhi, adesso, sono tutti puntati verso l’argine costruito a ridosso del fiume Ser­chio nella frazione di Nodica. Qui, in poche ore, nel giorno di Natale, si è aperta una falla di 180 metri, che non sarà facile riparare. Come sia pos­sibile che il fontanazzo si sia fatto spazio lungo un tratto rettilineo è tutto da chiarire. Il lavoro di nutrie? Il gesto irresponsabile di qualche con­tadino, che in tempi non sospetti avrebbe aper­to dei buchi per irrigare i propri terreni? Il sin­daco del comune di Vecchiano, Rodolfo Pardini, parla di leggende metropolitane. Tra l’altro - gli fa eco il presidente della provincia Andrea Pie­roni - i lavori di manutenzione dell’argine era­no stati fatti di recente. Intanto però i carabinieri di Pisa hanno inoltra­to alla procura una comunicazione, ipotizzando il reato di disastro colposo. E quella falla fa pau­ra, eccome. Non tanto per quella porzione di terra: «Qui l’e­mergenza sta lentamente rientrando - com­menta l’assessore comunale alla protezione ci­vile, Massimiliano Angori, che dalla notte di Na­tale lavora per evitare il disastro – anche nel ca­so in cui la situazione dovesse di nuovo precipi­tare, ci auguriamo che l’acqua esca molto lenta­mente dalla breccia e inondare, al massimo, le poche fattorie della Bonifica di Vecchiano, pe­raltro già sgomberate » . Il fatto è che in questi giorni le idrovore dovreb­bero pompare 26/ 27 milioni di metri cubi di ac­qua della Bonifica di Vecchiano e riversarli nel la­go di Massaciuccoli, perché da qui possa river­sarsi nel Mar Tirreno attraverso i canali della Bu­falina e del Burlamacco. «Ma il lago di Massa­ciuccoli – spiega il vicesindaco di Massarosa, Alfonso Del Soldato – è di per sé un bacino del­la portata di non più di 30milioni di metri cubi di acqua. Questa operazione di travaso la si fa in sicurezza in condizioni normali, ma presenta e­lementi di rischio in più laddove il cielo - e lo stato degli argini altrui - non ci aiuta » . Il tutto, dunque, si sta trasformando in una ine­vitabile corsa contro il tempo. Quello necessa­rio a ricostruire l’argine del Serchio, per il quale risultano assai utili dei massi di grandi dimen­sioni arrivati da Carrara e da Campiglia. E quel­lo necessario ad alzare la barriera anche intor­no al lago di Massaciuccoli, « che intendiamo portare ad almeno un metro sopra il livello del mare » dice il vicesindaco di Massarosa. Una corsa cui partecipano cinquanta soldati del Genio militare di Piacenza, dei professionisti in situazioni critiche come questa, ma anche i parà della Folgore, e gli uomini del 10º e 8º Genio gua­statori. Con loro tre macchine per il movimen­to terra e tutto il materiale utile per lavorare an­che di notte. A disposizione un elicottero mul­tiuso dell’aviazione. E poi i volontari della Protezione civile che gra­vitano intorno ai centri operativi comunali alle­stiti a Vecchiano, a Viareggio e a Massarosa: con­fratelli delle Misericordie, donatori di sangue Fratres, crocerossini, volontari della Pubblica as­sistenza. Nel comune di Massarosa l’ufficio anagrafe ha fatto il conto delle persone da evacuare entro giovedì: dovrebbero essere circa 180. Abitano nel territorio della Bonifica di Portovecchio, la fra­zione di Bozzano nella parte sottostante la fer­rovia, la frazione di Piano del Quercione nell’a­rea vicina al lago, la zona della Piaggetta. Pro­blemi potrebbero sorgere anche per le aziende dell’area industriale di Montramito: sono un cen­tinaio ed occupano un migliaio di dipendenti. Anche Torre del Lago, frazione del comune di Viareggio, è in stato di allerta. L’acqua potrebbe minacciare la villa- museo e il teatro di Puccini dove in estate si svolge il Festival lirico . In que­sta porzione di terra - secondo gli esperti - l’ar­rivo dell’acqua dovrebbe non essere però pro­rompente, ma più lento e forse meglio gestibile. Anche in questo caso - ha annunciato il sinda­co della cittadina versiliese Luca Lunardini - ab­biamo predisposto un piano di evacuazione, che dovrebbe interessare circa quattrocento fami­glie. L’esondazione del Lago di Massaciuccoli? È so­lo l’ipotesi peggiore - dice il vicecapo del Dipar­timento della Protezione civile, Bernardo De Ber­nardinis, dalla Prefettura di Pisa, dove è stata al­lestita una unità di crisi.
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