venerdì 8 marzo 2024
I nomi coinvolti nella vicenda dei dossier, le strutture e le sigle interessate dalle indagini
Un'audizione nella Commissione parlamentare per la sicurezza (Copasir)

Un'audizione nella Commissione parlamentare per la sicurezza (Copasir) - Ansa

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Chi sono gli uomini chiave dell'inchiesta?

Il principale indagato dell'inchiesta è Pasquale Striano, responsabile del gruppo Sos e luogotenente della Guardia di finanza, che avrebbe effettuato diversi accessi alle banche dati contenenti le Sos senza autorizzazione. Lo avrebbe fatto almeno ottocento volte in due anni, tra il 2021 e il 2022, anche se allo stato attuale non sarebbe ancora emersa alcuna attività di dossieraggio e il militare ha sempre sostenuto la correttezza del suo comportamento. Striano, nella sua qualità di operatore di Polizia giudiziaria, avrebbe potuto effettuare accessi alle banche dati Sos, ma il numero e le persone coinvolte non sembrano giustificare quelle operazioni con motivi di indagine. Resta in piedi l'ipotesi di un mandante, come nel sospetto, per esempio, dell'attuale Procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, ma non ci sono al momento riscontri giudiziari in proposito. C'è poi Antonio Laudati sostituto procuratore antimafia, a cui la Procura di Perugia contesta 4 accessi abusivi (lui nega ogni addebito). Secondo le ipotesi dei magistrati, in alcune circostanze avrebbe operato di concerto con lo stesso Striano.

​Chi veniva "spiato"

tra le persone finite nei presunti dossier di Striano figurano esponenti del governo come i ministri Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Marina Elvira Calderone (Lavoro), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente) e Adolfo Urso (Sviluppo economico) insieme a Marta Fascina, parlamentare e compagna di Silvio Berlusconi. Poi anche gli ex presidenti del Consiglio Giuseppe Conte e Matteo Renzi e diversi vip come Fedez, Cristiano Ronaldo e Massimiliano Allegri.

​Cosa sono le Sos e come funzionano?

Le Segnalazioni di operazioni sospette (Sos) sono attività con cui le banche portano a conoscenza dell'Unità di informazione finanziaria (Uif, organo che fa capo alla Banca d'Italia) movimenti finanziari dietro i quali si può ragionevolmente sospettare si nascondano operazioni di riciclaggio o di finanziamento illecito (ad esempio a gruppi terroristici e comunque fuori legge). Tali segnalazioni finiscono poi nelle banche dati a disposizione di magistrati o ufficiali di Polizia giudiziaria che possono ricavarne ipotesi di reato o materiale di inchiesta ritenuto in qualche maniera utile al proprio lavoro. Le operazioni di accesso alle Sos sono tracciabili e attraverso le password si può risalire al loro autore. Le segnalazioni sono schermate da codici criptati dove i nomi non sono leggibili e diventano accessibili solo a seconda delle ipotesi di reato: nel caso della Procura nazionale antimafia, arrivano soltanto quelle che riguardano riciclaggio di denaro compiuto da organizzazioni mafiose o terroristiche. L'ufficio sulle Segnalazioni di operazioni sospette, dal 2023 coordinato da tre pm, è inserito nell'ambito del Servizio di contrasto patrimoniale.

​Cos'è la Dna?

La Dna, Direzione nazionale antimafia, è la "super procura" che coordina tutte le attività delle Direzioni distrettuali antimafia (Dda) sul territorio nazionale (ognuna di esse è incardinata nella Procura competente). È stata istituita come con il decreto legge del 20 novembre 1991 e nel 2015 ha assunto anche la competenza sull'antiterrorismo. L'ufficio Sos (oggetto dell'inchiesta di Perugia) fa appunto capo alla Dna. A guidarla c'è il procuratore nazionale antimafia, attualmente Giovanni Melillo, che viene nominato dal Consiglio superiore della magistratura e coadiuvato da 20 sostituti (tra i quali attualmente anche Laudati).
Il procuratore nazionale antimafia trasmette annualmente al Parlamento la propria relazione sulle attività e le operazioni svolte dalla Dna e sulla situazione e lo sviluppo delle due materie di cui è competente (mafie e terrorismo).

Quali sono le banche dati in cui finiscono le Sos?

Sono diverse la banche dati in cui finiscono le Sos e che sono state consultate da striano Striano, ma oltre a quelle a esclusiva disposizione di operatori di polizia e inquirenti ci sono anche sistemi accessibili anche ai cittadini comuni. Proviamo a fare chiarezza.

Il sistema Siva 2 (Sistema informativo valutario): gestisce il flusso delle Sos trasmesse dall'Uif e poi alla Direzione nazionale antimafia, oltre che al Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza. Un software incrocia automaticamente i nomi di persone e società presenti nelle Sos, confrontandolo con le delle banche dati delle procure e in caso di esatta corrispondenza vengono inviate alle relative procure distrettuali.

Serpico (acronimo di Servizi per i contribuenti) è un sistema dell'Agenzia delle entrate dove confluiscono le dichiarazioni dei redditi dei cittadini, le transazioni bancarie, le utenze di luce e gas, i investimenti finanziari.

Sdi: la banca dati Sdi (Sistema di indagine) contiene tutte le informazioni acquisite dalle forze di polizia nel corso di attività amministrative e di prevenzione o repressione dei reati.

Banca dati della Dna: vi confluiscono tutti gli atti processuali delle 26 Direzioni distrettuali antimafia. Si tratta di un sistema integrato di banche dati, che consente l'archiviazione, in modo organizzato, delle informazioni provenienti dagli atti dei procedimenti in materia di criminalità organizzata e l'individuazione, in tempo reale, dei profili di collegamento. Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, ha riferito che Striano ha scaricato ben 33.528 file da questa banca dati.

Banche dati delle Camere di commercio: si tratta di banche dati di società delle Camere di commercio per l'innovazione digitale. Striano è accusato di avere consultato diverse visure storiche relative ad alcune società.
Banca dati Aci: Simile alle due precedenti ma relativa ai veicoli registrati in dotazione ai cittadini.

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