lunedì 10 giugno 2013
Dopo l’annuncio dell’amministratore Anas, Pietro Ciucci – «da agosto basteranno 4 ore e mezza da Salerno a Reggio» – abbiamo percorso la dorsale affacciata sul Tirreno meridionale Restano punti critici, per lavori in corso, in vista delle partenze estive, ma la «nuova arteria» presenta opere di raffinata ingegneria. (Pino Ciociola) GUARDA IL VIDEO 
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Terza, quarta, quinta, una dietro l’altra, senza neanche andar giù bruschi col piede sull’acceleratore. Entrati sulla Salerno-Reggio Calabria, filiamo subito lisci in direzione nord, Salerno distante 443 chilometri, il mare sulla sinistra, cielo azzurro, caldo e vento. Vediamo un po’ com’è messa questa autostrada a metà 2013. Subito dopo che il presidente di Anas, Pietro Ciucci, ha pubblicamente... giurato che entro luglio («prima dell’esodo») saranno aperti «altri 45 chilometri» e che «entro dicembre ultimeremo tutti i lavori già finanziati e avviati».Considerata da almeno un ventennio l’incuboestivo degli automobilisti italiani costretti a percorrerla, oggi – parola sempre dell’amministratore unico Anas – «277 chilometri della A3 sono a posto», diventeranno 322 fra meno di due mesi e 380 entro la fine dell’anno (su un totale conclusivo di 433, i restanti non sono ancora finanziati). Ciucci s’è voluto sbilanciare: «Ad agosto il tempo di percorrenza da Salerno a Reggio sarà quattro ore e mezza», una in meno rispetto all’estate scorsa. Cioè per noi una speranza fin qui rimasta sempre vana, per lui una sorta di certezza.ANSIE DA "BOLLINO ROSSO"La prima strozzatura sono 4,8 chilometri fra Santa Trada e Bagnara Calabra. Sui quali si viaggerà in doppia corsia, una ad andare e l’altra a venire, fino a dicembre. Noi adesso camminiamo bene, spediti, il traffico è inesistente. Ma nei fine settimana agostani da <+corsivo>bollino rosso<+tondo>? Certo, siamo ancora tanto vicini al capoluogo calabrese che qui non dovrebbero esserci pesantissimi problemi di percorrenza nemmeno in quei giorni, visto che sulla A3 i maggiori si verificano tradizionalmente in direzione Sud (l’esodo è sempre più concentrato del controesodo) e che il quaranta per cento delle auto entrate da Salerno escono prima di Lagonegro.Continuiamo ad andare incontrando pochissimi camion e ancor meno auto. Chi sta costruendo la "nuova Salerno-Reggio Calabria" (tecnici e ingegneri ti spellano se non usi quel "nuova") ha fatto un gran lavoro: lungo, lunghissimo non per sua responsabilità, però grande. Come il viadotto strallato "Favazzina", sul quale si viaggia prima di Bagnara: un ponte per ogni senso di marcia, ciascuno con campata centrale di 220 metri e campate laterali di 100 metri sorrette da stralli ancorati a due antenne che si arrampicano fino a poco meno di 100 metri. Il ponte in direzione Nord è già aperto, quello in direzione Sud lo sarà entro luglio.Via via sfilano Tropea, Vibo, Pizzo e panorami suggestivi. Prima di Lamezia spunta il secondo intoppo, cioè altri 2 chilometri su doppia corsia. La sensazione però è la stessa suscitata da quello precedente, dopo Santa Trada: neanche qui dovrebbero innescarsi tregende di traffico (almeno non quelle cui ci ha abituati la Salerno-Reggio) neppure nei giorni più "caldi" – automobilisticamente parlando – della bella stagione. Insomma, un po’ di accortezza nelle partenze, una gestione del flusso di auto altrettanto oculata e non è illusione ridurre al minimo i danni delle attese.INGEGNERIA CREATIVALo scoglio più grosso è stato (ed è) dover costruire una grande via di scorrimento e insieme mantenere il traffico in corso: si spiegano così strozzature e salti di corsia.Se è vero, poi, che il nuovo tracciato si sviluppa per la gran parte più o meno vicino al vecchio, lo è anche che in alcuni tratti vi si sovrappone, sebbene sia stato spostato assai più a monte per ammorbidirne l’impatto ambientale e per tagliare molte curve che rendevano tortuoso il tragitto originario (da qui la riduzione d’una decina di chilometri della lunghezza complessiva).Tutto questo ha significato una pioggia di complicazioni in termini di progettazione e realizzazione, ad esempio, su un terreno spesso montagnoso (per alcuni tratti c’è l’obbligo invernale di catene a bordo) e, specie nella parte calabrese, sufficientemente instabile, franoso.Più volte entriamo in galleria, sbocchiamo su un viadotto e subito dopo imbocchiamo una nuova galleria. Insomma, la guida non è certo a rischio noia. Anzi. S’incontrano anche le spettacolari gallerie tombate, cioè quelle ormai in disuso del vecchio tracciato che sono state riempite e sigillate. Come alcuni piloni dei viadotti dismessi (le cui sedi stradali sono già state demolite facendole saltare con l’esplosivo) in attesa di essere rasi al suolo.TECNICHE MAI USATEPolitica, politici e politicanti a parte, sono stati i tecnici e gli ingegneri a fare spesso faville per quest’autostrada. Se ne ha un’idea arrivando sul viadotto Serra (a ridosso di Lauria Nord): un ponte di 3.500 tonnellate d’acciaio messe in opera con una tecnica mai usata al mondo. È troppo affascinante: prima di proseguire sul viadotto in esercizio, in direzione sud, attraversiamo una sterrata polverosa per infilarci nel cantiere di quello in direzione nord, che sarà invece aperto entro luglio.Proprio mentre stanno ultimando l’ultima... spinta del ponte, in senso letterale: perché la tecnica mai usata è stata "agganciare" il nuovo al vecchio e spingerli, facendo in modo che il primo prendesse pian piano il posto del secondo, lavorando ad un’altezza di 104 metri. E man mano che il vecchio avanzava, demolendolo, visto che c’erano pochi metri a disposizione prima dell’imbocco di una galleria.A passarci sopra ad ottanta all’ora in automobile e a raccontarla così, sembra essere stato un gioco da ragazzi. A toccarlo e vedere da due passi le operazioni di "posa" vengono i brividi. Anche perché, non fosse bastata la tecnica inventata di sana pianta, il nuovo ponte è fatto anche ad "ali di gabbiano" (col centro più sollevato rispetto agli estremi), quindi i rulli sui quali farlo scorrere avrebbero anche dovuto basculare...LA STROZZATURA A RISCHIOSe sono spuntate le rose, le spine però non sono affatto esaurite. Prima del viadotto Serra, mentre raggiungevamo Lauria Sud, avevamo incrociato quello che potrebbe/dovrebbe rivelarsi il vero nodo critico della prossima estate: i 3,7 chilometri, nuovamente a due corsie, che strozzano la strada quasi d’improvviso e hanno diversi tratti tortuosi. Anche qui eravamo andati via lisci a sessanta, settanta all’ora e con traffico inesistente. Ma se il flusso cominciasse a contare il passaggio di due o tremila auto ogni ora, non si metterebbe magnificamente (come tempi e code) per chi sta andando a villeggiare...UN’ALTRA... STRADAMorale? A viaggiare sulla Salerno-Reggio si capisce che i potenziali rischi di ritrovarsi affogati in code interminabili saranno per tre tratti e 10,5 chilometri complessivi, ma soprattutto dalle parti di questi 3,7 dopo Lauria Sud (per chi va in direzione Sud) e sarà dura scongiurarli. Fermo restando che, se poi il flusso delle auto si facesse enorme da spingersi al di là delle previsioni, inevitabilmente i disagi sulla A3 potrebbero affacciarsi dappertutto, come su gran parte della nostra rete stradale in certi week end di agosto.Il motore canta tranquillo. Sempre sole, caldo, cielo azzurro. Se ne vanno sulla destra Lagonegro, poi Sala Consilina ed Eboli e Battipaglia: Salerno si avvicina, la A3 si fa a tre corsie, il limite sale a centotrenta e il traffico s’infittisce. Non che diventi degno di particolare nota, ma automobili ne incontriamo un po’ di più e mezzi pesanti anche.Riepilogo: siamo arrivati a Sicignano su due corsie più quella d’emergenza e senza problemi, da qui alla fine (53 chilometri) andremo invece su tre più l’emergenza. Quando il pannello luminoso ci avvisa che Salerno è a cinque minuti il sole ha cominciato a scendere, il cielo ad arrossarsi e le auto a diventare parecchie.Abbiamo interamente percorso l’<+corsivo>incubo<+tondo> estivo degli automobilisti italiani e visto cantieri, siamo entrati fino in fondo a gallerie che si stanno finendo di scavare. Al netto delle molte soste e senza naturalmente superare i limiti di velocità, abbiamo impiegato appena meno di cinque ore. Anche state abbastanza piacevoli. Ovvio che sia stato facile, facilissimo di questi tempi: siamo a inizio giugno e poi questa strada, la dorsale diretta e unica verso la Sicilia, affacciata sul Tirreno meridionale, è realmente trafficata non più di tre o quattro settimane all’anno. E però a venerdì 2 agosto mancano appena cinquantatré giorni...
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