lunedì 21 novembre 2011
Con tre condanne e tre assoluzioni si è concluso in corte d'assise, a Roma, il processo nei confronti di sei imputatisospettati di voler riprendere la lotta armata e ricostruire il Partito Comunista Combattente.
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Con tre condanne e tre assoluzioni si è concluso in corte d'assise, a Roma, il processo nei confronti di sei imputati, ritenuti eredi delle vecchie Brigate Rosse, perchè sospettati di voler riprendere la lotta armata e ricostruire il Partito Comunista Combattente. La corte, presieduta da Anna Argento, ha inflitto sette anni e mezzo di carcere a Riccardo Porcile (rispetto ai 15 anni chiesti dai pm Luca Tescaroli ed Erminio Amelio), otto anni e mezzo a Gianfranco Zoja (15 anni la richiesta) e quattro anni e mezzo a Bernardino Vincenzi (12 anni e otto mesi la richiesta): i primi due per il reato di cospirazione politica mediante accordo (rispetto all'originaria contestazione di associazione eversiva con finalità di terrorismo), il terzo per violazione della legge sulle armi. Assolti "perchè il fatto non sussiste" il rappresentante dell'indipendentismo sardo Bruno Bellomonte (dieci anni e sette mesi la richiesta dei pm); Manolo Morlacchi, figlio di Piero, uno dei fondatore delle Br nel 1972, e Costantino Virgilio: per entrambi la procura aveva sollecitato una condanna a sei anni. Per i tre la corte d'assise ha disposto l'immediata scarcerazione dopo l'arresto avvenuto nel giugno del 2009. Per quanto riguarda le pene accessorie, la corte, oltre a interdire i tre condannati in perpetuo dai pubblici uffici, ha condannato Zoja e Porcile a risarcire il ministero della Difesa in sede civile, pagando intanto una provvisionale immediatamente esecutiva pari a complessivi cinquantamila euro. Il presunto leader del gruppo, Luigi Fallico, è morto nel maggio scorso in carcere. Tra gli episodi contestati, figuravano anche il progetto di un attentato da attuare alla Maddalena in vista del G8, poi svoltosi a L'Aquila, e un attentato (questa volta fallito ma attribuito a Porcile, Zoja e Fallico) alla caserma Vannucci sede della Brigata della Folgore di Livorno, messo in atto il 25 settembre 2006, perchè ritenuta "covo di fascisti" e "braccio armato dell'imperialismo italiano". È già uscito di scena dal procedimento, perchè ha patteggiato la pena a un anno e 8 mesi di reclusione, Vincenzo Bucciarelli, classe 1933, il più anziano del gruppo, che rispondeva della detenzione di una pistola che gli aveva dato in custodia Fallico.
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