sabato 27 giugno 2020
Il varo dell'ultimo impalcato del nuovo ponte di Genova, lo scorso 28 aprile

Il varo dell'ultimo impalcato del nuovo ponte di Genova, lo scorso 28 aprile - Lapresse

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«Quel gesto non può essere parte di noi, perché il nuovo ponte di Genova ha un’origine “indegna”: è legato a un’immane tragedia che si poteva evitare». Così i parenti delle 43 vittime del Ponte Morandi hanno spiegato, tramite la portavoce Egle Possenti, la loro decisione di non partecipare ufficialmente all’inaugurazione, prevista tra fine luglio e inizio agosto, del nuovo viadotto autostradale che scavalca il torrente Polcevera e i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano, riunendo il tessuto urbano della città.

I familiari delle persone decedute nel crollo del 14 agosto 2018 dicono «no a festeggiamenti mediatici e in pompa magna» e ringraziano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver chiesto alle autorità locali che l’evento sia sobrio, proprio per rispetto di coloro che da quel luogo non sono più tornati.

Con il capo dello Stato che ha chiesto di vederli, i parenti delle vittime si incontreranno, in quell’occasione, ma in forma privata. «Si parla del nuovo ponte come una “meraviglia italiana”, e siamo d’accordo, dal punto di vi- sta architettonico – commenta Egle Possenti – ma da dove arriva questa struttura? Non è certo una cosa staccata dalla precedente, come qualcuno vorrebbe farci credere, perché non sarebbe stata costruita se in quello stesso posto non fosse caduto il ponte che c’era prima, provocando morte e paura».


Pioveva a dirotto, alle 11.36 del 14 agosto 2018, quando circa duecento metri del ponte Morandi crollarono nel fiume Polcevera, trascinando nell’abisso le vite di 43 persone. Altri 600 abitanti di Certosa furono costretti a lasciare per sempre le abitazioni che si trovavano proprio sotto i piloni del ponte e, per lunghi mesi, anche le attività economiche della zona furono paralizzate. A febbraio 2019 cominciarono le operazioni di demolizione, concluse il 28 giugno.

In ogni caso, precisano i familiari, non appena sarà pronto, si svolgerà un momento di raccoglimento presso il “Cerchio dei 43 alberi”, primo abbozzo del memoriale in ricordo dei morti che verrà realizzato, con un museo, nell’area dove c’era la base della pila 9 del Morandi, quella che è venuta giù due anni fa inghiottendo mezzi e persone che attraversavano quel tratto del ponte. «Faremo questo gesto quando il sindaco Marco Bucci ce lo dirà, rispettando ovviamente le regole del distanziamento fisico, e non sarà una cerimonia formale – dice Possenti – ma intima e aperta ai cittadini che avranno piacere a starci vicino, non vogliamo una sfilata di politici».

Ma la scelta di non aderire, come Comitato, alla manifestazione di apertura del nuovo ponte, è stata drammatica per i parenti delle vittime, riuniti in assemblea giovedì sera. «Abbiamo molto discusso, è stato difficile gestire i sentimenti contrastanti che affollavano la nostra mente – dice la portavoce – ma alla fine è prevalsa questa linea. Per noi purtroppo la ricostruzione del ponte, che dovrebbe unire nuovamente la città, non riuscirà mai a sostituire quello che abbiamo perso, il lavoro che è stato fatto è molto, le persone che hanno operato nel cantiere meritano il nostro rispetto, ma questo ponte per noi ha un significato ben preciso che ci strazia il cuore. E ogni volta che è stata presentato una nuovo tratto, è stata una coltellata. Saremo onorati che nella cerimonia siano nominate le nostre vittime, che meritano un posto in prima fila, ma come Comitato non parteciperemo: l’unica “festa” per noi ci sarà solo quando verrà fatta giustizia e avremo la certezza che finalmente vengano effettuati controlli e manutenzioni per evitare che un’altra tragedia possa avvenire».

«Rispetto profondamente la scelta dei famigliari delle vittime – ha commentato il governatore della Liguria, Giovanni Toti –, tutti portiamo dentro un grande dolore per le vite spezzate da quella tragedia, che nessuno dimenticherà e per cui ci auguriamo possa essere fatta giustizia presto e che qualcuno paghi per quanto accaduto». Il nuovo viadotto, progettato da Renzo Piano, è lungo 1.067 metri ed è costato 202 milioni di euro. Il primo impalcato è stato posato il 1° ottobre del 2019, il 6 giugno è stata gettata sul tracciato la soletta finale.

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