sabato 27 settembre 2014
Niente processo per Andrea Albanese, affetto da amnesia dissociativa, che da quel tragico giorno si batte per rendere obbligatori i dispositivi acustici salva vita. Su Facebook nuovo appello: "serve una legge".
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​Non era in sè quando lasciò il piccolo Luca in auto la mattina del 4 giugno 2013, dimenticandolo per otto ore sotto il sole cocente, convinto di averlo portato all'asilo prima di andare a lavorare. Quando corse disperato verso l'auto, una volta avvisato dal nonno che il bimbo non era all'asilo, il piccolo era già morto. Il papà, Andrea Albanese, è stato prosciolto dal gip Elena Stoppini in quanto ritenuto incapace, in quel frangente, di intendere e di volere, causa una amnesia dissociativa. Alla base della decisione del gip, la relazione degli psichiatri di accusa e difesa. Un calvario, per l'uomo, stimato dirigente della Copra di Bresciani a Piacenza, dal quale non si è fatto comunque schiacciare, trovando la forza per battersi affinchè simili tragedie - il caso non è isolato, ma conta diversi precedenti sia in Italia che all'estero - non accadano mai più. Attraverso Facebook, poche settimane dopo la morte del figlio, aveva lanciato la campagna "Mai più morti come Luca" per rendere obbligatorio un dispositivo acustico in auto per segnalare la presenza di bambini rimasti dietro sul seggiolino. Una campagna che ha fatto sentire la propria voce anche in Europa. Tantissime le adesioni al sito, così come la solidarietà nei confronti della famiglia che è cresciuta nel tempo, assieme al coraggio di quel padre che ha anche chiesto pubblicamente perdono alla moglie: una moglie che non lo ha mai abbandonato. In un accorato appello sempre su Facebook Albanese ha commentato la sentenza definendola "non un successo" ma uno spiraglio per portare avanti la sua battaglia sui sistemi di allarme. "Ma serve una legge, perché i genitori non ammettono di rischiare una cosa del genere, non l'avrei ammesso nemmeno io - ha scritto sottolineando di non aveva idea di essere affetto da quel tipo di amnesia -. Spero che le proposte di legge vengano quanto meno discusse, subito. Per salvare la vita del prossimo bimbo non pensiamo più alle cause, alla moralità, non serve.... Salviamolo con un beep, un semplice beep".
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