lunedì 23 ottobre 2017
Il risultato del referendum porta i due governatori lombardo e veneto a chiedere maggiori competenze.
Ora la trattativa con Roma. Le materie dell'autonomia (e quelle escluse)

A risultato ormai chiaro, lo scenario del referendum per l'autonomia di Veneto e Lombardia sembra abbastanza scritto. Adesso i governatori Luca Zaia e Roberto Maroni hanno la forza politica e il consenso popolare necessari per aprire una trattativa con il governo centrale con l'obiettivo di chiedere maggiori competenze.

Una possibilità prevista dall'articolo 116 della Costituzione (Titolo V), mai applicato finora fino in fondo, con iter tutto da scrivere. Il nodo centrale è proprio il residuo fiscale - la differenza tra quanto questi due territori versano allo Stato e quanto ricevono in beni e servizi diretti e indiretti - che le due Regioni del nord vantano nei confronti del governo centrale: 70 miliardi l'anno. Ecco perché i due governatori tenderanno a chiedere, nel tavolo di confronto che si aprirà nelle prossime settimane con Roma, maggiore autonomia fiscale.

Il governo si è detto pronto al dialogo, ovviamente dentro la cornice nazionale e i paletti previsti per le Regioni a statuto ordinario come Veneto e Lombardia. Ma i due governatori hanno fretta di chiudere entro il voto nazionale e addirittura, ipotizza il presidente della Lombardia, entro Natale. Tuttavia i tempi sono pressoché scritti.

Per avviare una trattativa con Palazzo Chigi, occorre che i Consigli regionali adottino un atto da sottoporre al governo che ha 60 giorni per rispondere. Poi si può avviare un confronto per trovare l'intesa, che deve essere comunque inserita in una legge e poi votata dalle due Camere a maggioranza assoluta. Dunque c'è il rischio concreto che sia il nuovo Parlamento a doversi occupare della questione.

il governatore del Veneto Luca Zaia

il governatore del Veneto Luca Zaia

Primi contatti con il governo

Ma la strada che Veneto e Lombardia, come anche mesi fa l'Emilia Romagna, hanno intrapreso sembra molto stretta e tortuosa. A dimostrarlo il primo braccio di ferro tra un ministro, Maurizio Martina, e il governatore del Veneto. «Zaia e Maroni potranno avviare lo stesso percorso di confronto aperto dal presidente emiliano Bonaccini», spiega il responsabile delle Politiche agricole, ma «le materie fiscali - e anche altre, come la sicurezza - non sono e non possono essere materia di trattativa né con il Veneto, né con la Lombardia e neanche con l'Emilia Romagna. Non lo dico io: lo dice la Costituzione».

Pronta la risposta di Luca Zaia: «Penso che il nostro interlocutore sia il presidente del Consiglio». E il suo omologo della Lombardia, dopo aver parlato con il premier, assicura che Gentiloni «ha confermato il via libera al confronto su tutte le materie previste dalla Costituzione, con anche il coinvolgimento del ministero dell'Economia» su quella del coordinamento del sistema tributario.

Il presidente della Lombardia Roberto Maroni

Il presidente della Lombardia Roberto Maroni

Le materie dell'autonomia regionale

Le materie sulle quali è possibile trasferire maggiore autonomie alle regioni sono 23.
Venti sono quelle di legislazione concorrente, indicate dall'articolo 117 della Costituzione:
1. rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;
2. commercio con l'estero;
4. tutela e sicurezza del lavoro;
5. istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
professioni;
6. ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi;
7. tutela della salute;
8. alimentazione;
9. ordinamento sportivo;
10. protezione civile;
11. governo del territorio;
12. porti e aeroporti civili;
13. grandi reti di trasporto e di navigazione;
14. ordinamento della comunicazione;
15. produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
16. previdenza complementare e integrativa;
17. coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
18. valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;
19. casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
20. enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

Le altre tre materie sono di competenza esclusiva dello Stato ma possono essere trasferite alle Regioni in base all'articolo 116 della Costituzione.
21. organizzazione della giustizia di pace
22. norme generali sull'istruzione
23. tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali

Nessuna possibilità di autonomia fiscale è, invece, possibile per le Regioni, dal momento che l'articolo 117 della Costituzionale elenca tra le materie di competenza esclusiva dello Stato:

1. moneta,
2. tutela del risparmio e mercati finanziari;
3. tutela della concorrenza;
4. sistema valutario;
5. sistema tributario e contabile dello Stato;
6. armonizzazione dei bilanci pubblici;
7. perequazione delle risorse finanziarie


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