mercoledì 28 aprile 2010

Il presidente della Repubblica ricevendo al Quirinale le nuove leve della magistratura italiana ammonisce: «Recuperare l'apprezzamento e il sostegno dei cittadini. E la magistratura non può sottrarsi ad una seria riflessione critica su se stessa».
- Il vero compito di chi veste la toga

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Misura e rispetto reciproco tra politica e giustizia. Lo chiede Giorgio Napolitano ricevendo al Quirinale le nuove leve della magistratura italiana, numerose decine di giovani che hanno appena vinto il concorso ed ora iniziano il tirocinio.«Deve prevalere in tutto il senso della misura, del rispetto, e infine della comune responsabilità istituzionale», dice il Capo dello Stato, «nella consapevolezza di essere chiamati a prestare un servizio efficiente, e garantire un diritto fondamentale ai cittadini».«Occorre adoperarsi per recuperare l'apprezzamento e il sostegno dei cittadini. E a tal fine la magistratura non può sottrarsi ad una seria riflessione critica su se stessa, ma deve proporsi le necessarie autocorrezioni, rifuggendo da visioni autoreferenziali». Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è rivolto ai magistrati in tirocinio incontrati stamattina al Quirinale.
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