venerdì 11 agosto 2023
Le parole di Salvini e Meloni, di Saviano e Landini, di La Russa e Conte. Il ricordo di padre Spadaro
Michela Murgia

Michela Murgia - Fotogramma

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Due parole. «Una preghiera». Sopra una foto di Michela Murgia postata su Twitter nella notte. Matteo Salvini è uno dei primi a ricordare la scrittrice scomparsa. Poi nelle ore che seguono si accavallano ricordi e politica e società civile. «Voglio esprimere sincere condoglianze alla famiglia e agli amici della scrittrice Michela Murgia. Era una donna che combatteva per difendere le sue idee, seppur notoriamente diverse dalle mie, e di questo ho grande rispetto». È un cordoglio che unisce. «Ma l'amor mio non muore», scrive Roberto Saviano. «Michela Murgia si è battuta per le sue idee e lo ha fatto attraverso la parola e la scrittura. Condoglianze ai suoi cari», scrive su Twitter il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Domani è il giorno dei funerali: alla Basilica di Santa Maria in Montesanto a Roma, la Chiesa degli Artisti, alle 15.30. Oggi il giorno dei saluti. «Si è spenta Michela Murgia che con determinazione, coraggio e il sorriso ha affrontato le paure e le sofferenze di una malattia terribile. Ai suoi cari giungano le mie sincere condoglianze», dice il Presidente del Senato Ignazio La Russa. «Michela Murgia è stata una voce libera fino alla fine, un esempio di coraggio anche nella malattia. Il nostro cordoglio a tutti coloro che l'hanno amata», scrive sui sui social, il leader M5s, Giuseppe Conte. Un saluto su Twitter anche dalla vicepresidente M5s del Senato, Mariolina Castellone: «Ciao Michela. Fai buon viaggio e grazie per quello che ci hai insegnato sulla vita, sulla malattia e sulla morte. Sei stata per tutti noi e per tanti malati oncologici un esempio coraggioso di come prepararsi a lasciare questo mondo e di cosa significa essere liberi fino alla fine».

Parla la politica e parla il sindacato. «Ciao Michela. Ti ho voluto bene. Grazie di tutto. Che la terra ti sia lieve», scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. «Nella notte di San Lorenzo ci ha lasciato Michela Murgia, una donna splendente, coraggiosa, dolce, colta e combattiva. I suoi libri e i suoi discorsi rimarranno un punto di riferimento tra tutte le persone che le hanno voluto bene e apprezzata», scrive Angelo Bonelli co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. «Le donne e gli uomini della Cgil piangono la scomparsa di Michela Murgia. Con la morte di Michela è venuta a mancare una delle voci più belle del nostro Paese. Non solo grande scrittrice, ma donna che ha ispirato col suo coraggio tante e tanti di noi nel nostro impegno a difesa dei diritti fondamentali e nella lotta per trasformare la società», dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. E chiosa: «La sua idea di libertà che ha manifestato fino agli ultimi giorni ribellandosi ad ogni ingiustizia, compreso il negare l'acqua ai migranti a Ventimiglia, continuerà essere da insegnamento per noi e per le future generazioni».

Poi le parole di un uomo di spettacolo. «Il cuore - scrive il cantautore Vinicio Capossela - ritorna al suo magnifico discorso sul sapere dare una fine alle cose pronunciato al banchetto funebre di Trenodia, in cui ci ricordò che solo chi non ha paura della fine riesce a vivere con pienezza la vita... Nonostante questa scia luminosa, il cielo è inevitabilmente più nero stanotte. Michela Murgia ricorda a tutti noi quel che abbiamo mancato in viltà, ipocrisia e menzogna».

L'ultimo ricordo è di padre Antonio Spadaro: Michela Murgia è stata «una donna di grande coraggio, una scrittrice di valore che ha saputo sempre presentare le proprie idee. Si è sempre dichiarata una donna di fede e ha affermato di non volersi scusare di essere credente, rifiutando l'idea che questo potesse obbligarla a dimostrare la credibilità della sua capacità intellettuale», dice all'Ansa il direttore de La Civiltà Cattolica, ricordando come la scrittrice abbia voluto «esplorare territori difficilmente esplorati» anche quando parlava di Dio e di «come vivere la fede nel mondo di oggi. Questo lo ha fatto anche nel tempo della malattia con grande coraggio». Padre Spadaro ricorda l'incontro del 23 giugno scorso tra Papa Francesco e duecento artisti nella Cappella Sistina. «Il Papa ha voluto salutarli uno per uno, io ero lì e ho notato la sua commozione e il suo sorriso quando è tornata al suo posto dopo aver parlato con Papa Francesco. L'impressione che ho avuto è che avesse fatto qualcosa che voleva veramente fare, in un momento in cui già stava vivendo una grande sofferenza».

Il video del dibattito di Murgia con Tarquinio

Qui il link al video di un dibattito fra l'allora direttore di Avvenire Marco Tarquinio e Michela Murgia.



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