mercoledì 29 agosto 2018
I cento eritrei arrivati martedì sera saranno collocati nelle diocesi italiane (circa 30) che, spontaneamente, hanno promesso accoglienza. Buone le loro condizioni di salute
L'arrivo dei migranti, martedì sera, a Rocca di Papa, a venti chilometri da Roma (Ansa)

L'arrivo dei migranti, martedì sera, a Rocca di Papa, a venti chilometri da Roma (Ansa)

«Entro pochi giorni i 100 migranti eritrei che ieri sera sono arrivati qui a Rocca di Papa, presso la struttura Mondo Migliore, saranno collocati nelle diocesi italiane che, spontaneamente, hanno promesso loro accoglienza. Come Caritas Italiana stiamo monitorando le offerte con l'attenzione alla storia personale di questi fratelli». Lo spiega don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, a cui da una trentina di diocesi - dal nord al sud del Paese - è giunta disponibilità a farsi carico di un piccolo numero di migranti che erano a bordo della nave Diciotti.

«I giovani stanno bene - aggiunge il direttore sanitario Maurizio Lopalgo -: sono stanchi e denutriti, provati dal viaggio, ma non presentano segni di malattie organiche. Il breve tempo che trascorreranno tra noi li aiuterà a recuperare le forze per continuare il loro percorso».

«Al momento dell'arrivo - osserva Angelo Chiorazzo, direttore della Cooperativa Auxilium che gestisce il Centro - la cosa più commovente è stata l'applauso dei circa 300 migranti già ospiti della struttura. Un grazie va detto all'amministrazione comunale, alla popolazione di Rocca di Papa e alle forze dell'ordine. Ora questi migranti hanno bisogno di essere aiutati a ritrovare serenità e un clima di normalità».

È questa la ragione per cui, spiega la Cei, «insieme alla gratitudine per la copertura giornalistica finora assicurata, si chiede agli operatori dell'informazione di comprendere la scelta di non far accedere alla struttura Mondo Migliore».

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