lunedì 11 giugno 2018
Nel braccio di ferro tra Italia e Malta sui porti chiusi stabilire chi ha ragione è difficile, ma la bilancia tende onestamente a favore dei maltesi. Vediamo perché
Il primo ministro Conte e il collega maltese Joseph Muscat (Ansa)

Il primo ministro Conte e il collega maltese Joseph Muscat (Ansa)

Nel braccio di ferro tra Italia e Malta sui porti chiusi e sulla pelle dei 630 migranti salvati in questo fine settimana e che sono a bordo della nave Aquarius Sos Mediteranée e Medici senza frontiere, non bisogna dimenticare cosa dicono prassi e diritto. Non è infatti una questione semplice. Malta e Italia hanno sulla carta i porti sicuri più vicini indicati dal diritto internazionale umanitario come destinazione della Acquarius. Ma entrambe rifiutano di aprirli. Stabilire chi ha ragione è difficile, ma la bilancia tende onestamente a favore dei maltesi. Vediamo perché.

Anzitutto va chiarito che le vituperate navi delle Ong, - nonostante il vicepremier si sia permesso di definirle vicescafisti – hanno sempre agito con il coordinamento della centrale di Roma della Guardia costiera italiana. E anche stavolta sono state coordinate da Roma che ha giurisdizione umanitaria sulle acque libiche.

L’Italia, che il premier Conte ha definito al G7 un grande Paese, opera infatti in un campo d’azione sterminato nel Mediteranneo, perché Libia e Tunisia non hanno mai indicato la loro area Sar, di ricerca e soccorso, quindi in quelle acque può e deve agire la Guardia costiera italiana, anche perché il comandante della Guardia costiera libica è appena stato indicato nella lista nera dei sei maggiori trafficanti di esseri umani e colpito da sanzioni dal Consiglio di sicurezza Onu. Quindi è trafficante, vicetrafficante e scafista.

La posizione di Malta

Malta potrebbe accettare i 630, ma non ha condotto le operazioni di salvataggio. La chiamata di soccorso è giunta alla centrale di Roma che deve, per obblighi di legge che vanno dalla Costituzione ai trattati internazionali recepiti nel nostro ordinamento, intervenire e - qui ha ragione il premier maltese Muscat - concludere l’intervento con l’accoglienza in un porto italiano.

Se fosse stata chiamata, la guardia costiera maltese sarebbe intervenuta?

No, abitualmente non lo fa e non solo perché non vuole far sbarcare profughi sul proprio territorio, ma perché ha una smisurata area Sar – 750 volte il suo territorio – che non riesce a pattugliare e quindi ricorre alla collaborazione italiana. Inoltre non ritiene vincolanti le linee guida dell’organizzazione internazionale marittima Imo (che prevedono l’obbligo per lo Stato responsabile dell’area Sar di accettare gli sbarchi) né ha ratificato gli emendamenti alle Convenzioni Sar e Solas adottati nel 2014, secondo cui l’obbligo di fornire un luogo d’approdo sicuro per i naufraghi "ricade sul Governo contraente responsabile per la regione Sar in cui i sopravvissuti sono stati recuperati».

Quindi Malta ha i nostri stessi doveri sulla carta, ma in pratica non vuole e non può assolverli?

Del resto Malta è un piccolo Stato, non ha certo la possibilità di accoglienza italiana. È come se la Francia facesse la voce grossa con il Lussemburgo perché non è accogliente. Quante persone può accogliere il Granducato? Quindi in sintesi ha buon gioco il maltese Muscat a dire che le autorità italiane sull’Acquarius in questo momento infrangono le leggi internazionali e rischiano di creare una situazione pericolosa per coloro che sono coinvolti: a bordo ci sono anche 123 minorenni e sette donne incinte.

I migranti devono essere accolti in Italia

Ricapitolando, Roma ha coordinato i soccorsi in un’area di mare di sua competenza e quindi i migranti devono essere accolti in Italia. Secondo la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e quella di Amburgo, è obbligata a intervenire. A chi obietta che occorre la solidarietà europea e che l’Italia è stata lasciata sola, si può rispondere che è vero, ma il problema non può essere affrontato in alto mare nel momento dell’emergenza, bensì a un tavolo Bruxelles quando le vite sono state salvate e le persone curate.

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