venerdì 10 febbraio 2023
La premier rivendica i "risultati" del Consiglio Ue su aiuti economici e "frontiere marittime". E apre alle forniture di caccia a Kiev. Ancora tensione con Parigi
Giorgia Meloni al Consiglio Ue

Giorgia Meloni al Consiglio Ue - Afp

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«Non ho percepito, ma abbiamo ottenuto un cambio di passo» sulle migrazioni. Nella conferenza stampa a conclusione del Consiglio Europeo, la premier Giorgia Meloni si dice "estremamente soddisfatta" per le conclusioni del vertice sia sul tema delle migrazioni sia sul tema degli aiuti di Stato.

Quanto ai flussi migratori, la premier rivendica in particolare l'impegno assunto nel riconoscere la "speficità delle frontiere marittime".

Per la premier è un passo avanti rispetto al passato, anche se il vertice Ue non ha fissato date e contenuti di una nuova strategia per il Mediterraneo centrale. A chi le chiedeva le conseguenze concrete delle conclusioni Ue, Meloni ha risposto facendo l'esempio dei 6 miliardi dati alla Turchia per la rotta balcanica. "Si potrebbe fare lo stesso per l'Africa". Rivendica Meloni anche il passaggio delle conclusioni in cui si parla della "regolamentazione" delle attività di salvataggio da parte delle Ong.

Quanto agli aiuti economici, per l'Italia è positivo lo scambio tra i maggiori aiuti di Stato concessi "a tempo" ai Paesi non afflitti dal debito pubblico e una maggiore flessibilità concessa a Paesi come l'Italia che faticano a spendere le risorse dei fondi già esistenti, compreso il Pnrr.

La premier torna inoltre sulle tensioni con la Francia di ieri circa il vertice a tre di mercoledì sera con Scholz e Zelensky: "L'Italia vuole essere protagonista, ha il dovere di dire le cose che non vanno bene. Se fossi stata invitata a Parigi avrei suggerito di evitare, perché ciò che conta è l'immagine di compattezza dell'Europa". Tuttavia, assicura, "nessuna ripercussione" nei rapporti con la Francia mentre sarebbero sbagliate alcune "letture provinciali" che vedono l'Italia isolata o impegnata a cercare un asse geopolitico ostile allo storico rapporto Berlino-Parigi.

Tuttavia la ferita è ancora aperta. Interpellata sulle parole di Macron ("È Zelensky a decidere il formato degli incontri"), replica: "Non è il punto di vista di Zelensky". E aggiunge: no "a prima classe e terza classe" in Ue, perché poi se "il Titanic affonda, affondano tutti".

Interpellata sulla possibilità di mandare caccia a Kiev, la premier dice, con riferimento generale alle necessità militari dell'Ucraina, "noi ci siamo e non dico altro". Nel caso la Gran Bretagna fornisse jet, anche l'Italia dovrebbe dare l'autorizzazione in quanto partner commerciale di Londra. Poi Meloni conferma la sua posizione, anche a fronte di perplessità in alcuni pezzi di maggioranza e opposizione: "L'unica possibilità di avere un negoziato di pace è riequilibrare le forze in campo. Non sono d'accordo con chi ha timori". Meloni si è detta "dispiaciuta" sulla polemica circa il video di Zelensky a Sanremo (sabato durante la finale ci sarà una lettera del presidente ucraino).

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