giovedì 16 dicembre 2010
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Immancabili polemiche. Il Pd lancia dure accuse e chiede “lumi” al governo, che si compatta respingendole: «Fra i manifestanti» che martedì hanno messo a ferro e fuoco il cuore di Roma «c’erano degli infiltrati», ipotizzano i democratici. E se di rimando il ministro dell’Interno Roberto Maroni fa sapere, a stretto giro, che domani riferirà al Parlamento, il premier è chiaro: «Non è stata una manifestazione di libertà – ha detto Silvio Berlusconi –, è stato un attacco di bande di teppisti organizzate che hanno provocato incidenti ripresi dalle televisioni di tutto il mondo, che buttano una brutta immagine sul nostro Paese e che non possiamo assolutamente accettare che avvengano».La polemica però infuria. Fra i manifestanti dell’altro ieri – dice il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro – «c’erano evidentemente infiltrati che hanno messo a rischio i manifestanti e le forze dell’ordine. Chi li ha mandati? Chi li paga? Cosa devono causare?». E come non bastasse, poco dopo arriva anche una nota firmata dai tutti senatori democratici: «Come si spiegano le fotografie, ormai di dominio pubblico – scrivono – nelle quali rappresentanti delle forze dell’ordine familiarizzano con i cosiddetti "black bloc"? L’unica risposta sensata chiama una domanda ancora più preoccupante: ieri a mettere a ferro e fuoco il centro di Roma c’erano anche agenti travestiti?». L’Italia dei valori si è accodata: «La presenza di infiltrati che hanno devastato le strade di Roma, mettendo in pericolo i manifestanti pacifisti e le forze dell’ordine è, oltre che inaccettabile, al momento inspiegabile», secondo il vicecapogruppo Idv a Montecitorio, Antonio Borghesi.La prima reazione trapela direttamente, seppure informalmente, dalla Questura e rispedisce sdegnosamente le accuse al mittente. I carabinieri scelgono invece una posizione più "ufficiale": «Siamo sconcertati e sorpresi – fa sapere il Cocer – dalle gravi e preoccupanti dichiarazioni che sostengono come tra gli artefici degli episodi di violenza vi siano appartenenti alle forze dell’ordine».Anche il Pdl fa quadrato: «A nessuno è consentito di giocare con le parole – afferma il presidente dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto –: il termine "infiltrati" ha un significato preciso» e «consideriamo del tutto aberrante questa ipotesi, oltre che irresponsabile chi gioca in questo modo con le parole». Rincara il portavoce Pdl, Daniele Capezzone: «Il Pd ora si balocca con le ipotesi complottistiche, senza guardare in faccia la triste realtà: una città messa a ferro e fuoco, decine di agenti feriti, milioni di euro di danni».Come dire – per sintetizzare usando le parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno – che tutto era preordinato, ma degli “infiltrati” che ipotizzano al Pd non se ne sarebbe vista l’ombra: l’altro ieri, cioè, «erano presenti professionisti della guerriglia di altissimo livello, degni di situazioni che ricordano il G8 di Genova o di scontri avvenuti nel contesto europeo in tempi recenti».Pino Ciociola
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