L'italiano ucciso al Cairo. Regeni, l'Egitto cerca di negare le torture


martedì 8 marzo 2016
​Nuova versione che contraddice la prima dei medici legali. Ma anche quella iniziale dell'incidente d'auto. La vicenda del giovane sparito e ritrovato morto al Cairo è sempre più ingarbugliata.
Regeni, l'Egitto cerca di negare le torture
Giulio Regeni sarebbe morto il giorno prima che il suo cadavere fosse ritrovato lungo una strada alla periferia del Cairo, il 3 febbraio scorso, e tutte le lesioni riscontrate sulla salma gli sarebbero state inflitte fra le dieci e le quattordici ore precedenti il decesso. In Egitto si fa di tutto per cercare di smontare l'ipotesi, più che fondata a dire il vero, che il giovane, scomparso in egitto e ritrovato morto una settimana dopo, sia stato torturato. Con cambi continui di versioni e ipotesi Il direttore della Procura di Giza, Hossam Nassar, parlando all'Agenzia Nova ha sostenuto che tutti quelli ritenuti segni di tortura sarebbero il risultato dell'autopsia o comunque non sono chiaramente interpretabili. Una linea quindi che tende a riportare alla normalità, si fa per dire, la vicenda. Vicenda che a suo tempo la polizia egiziana aveva cercato di liquidare con l'esito di un incidente d'auto. Il magistrato egiziano ha poi riferito che alle autorità italiane è stata inoltrata una richiesta per poter interrogare un non meglio identificato "amico italiano di Regeni rimpatriato l'8 febbraio". Nassar ha aggiunto che l'ultimo segnale del telefono cellulare del giovane ricercatore friulano è stato registrato all'interno della stazione della metropolitana di Doki, situata vicino alla sua abitazione, dove la vittima si trovava la sera del 25 gennaio per raggiungere probabilmente le stazioni di Mohamed Naguid o di Attaba, rispettivamente tre e quattro fermate dopo, vicino a piazza Tahrir. Secondo Nassar. Molte delle lesioni riscontrate sul corpo di Giulio Regeni, come i tagli alle orecchie e la rimozione delle unghie, sarebbero state effettuate durante la prima autopsia eseguita dagli egiziani, e non sarebbero dovute a torture. "Non è stato possibile appurare se i segni rinvenuti sulla sua spalla destra siano stati causati da bruciature di sigaretta, da una penna o da un cucchiaio", ha proseguito Nassar, smentendo inoltre che al giovane siano state strappate le unghie mentre era ancora in vita. "Alcuni campioni di unghie sono stati prelevati per appurare se abbia opposto resistenza contro qualcuno", rilevando eventuali tracce biologiche, ha aggiunto il magistrato. "Le sue orecchie non sono state tagliate", ha proseguito Nassar, ipotizzando che "i tagli alle orecchie e sul corpo a cui si riferiscono i media italiani siano stati effettuati durante l'autopsia per prelevare dei campioni".Queste dichiarazioni sono state accolte con in Italia con molte perplessità.
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