giovedì 24 settembre 2015
Un centro per richiedenti asilo, formazione nelle scuole.
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Gesuiti italiani in prima linea a sostegno di rifugiati e profughi. È quanto ha indicato in una recente lettera l’attuale provinciale della Compagnia di Gesù in Italia Gianfranco Matarazzo ai suoi oltre 500 confratelli sparsi lungo la Penisola e presenti in Albania. Il superiore dei gesuiti italiani nella sua lettera esorta non solo a una mobilitazione delle coscienze, ma invita i confratelli (in particolare i giovani scolastici da poco entrati nell’ordine con percorsi mirati, ma anche gli anziani nelle infermerie attraverso la preghiera) a realizzare «gesti concreti di accoglienza» nei confronti dei profughi.  «Come provincia – scrive – vorrei istituire un finanziamento annuale di 20mila euro a sostegno diretto del Centro Astalli del Jesuit Refugee Servicedi Roma per la realizzazione di progetti lavorativi e di integrazione a favore dei rifugiati». E ha aggiunto: «Abbiamo previsto l’apertura di un centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati » all’interno del centro Astalli di Roma. Facendo suo lo stile di annuncio sul tema dell’accoglienza, impresso da Papa Francesco e dal modello di aiuto ai bisognosi del Centro Astalli di Roma e del Jesuit Refugee Service nato su ispirazione del generale dei gesuiti Pedro Arrupe (1907-1991) padre Matarazzo ha individuato una strada concreta per i figli di Sant’Ignazio presenti in Italia: una maggiore sensibilizzazione dei presbiteri sul tema dell’accoglienza e delle migrazioni e un’attenzione più dettagliata nelle scuole (con corsi ad hoc pensati per gli studenti) e nelle facoltà teologiche («una formazione specifica sulla pastorale delle migrazioni») della Compagnia attorno a un tema nodale come l’emergenza profughi.  «Invito le comunità a prendere seriamente in considerazione la possibilità di accogliere un rifugiato o una famiglia di rifugiati nelle proprie strutture». E ancora: «Auspico l’attivazione di borse di studio per studenti rifugiati meritevoli e la possibilità di ospitare nelle nostre strutture corsi di italiano per stranieri». Il provinciale dei gesuiti suggerisce un’altra pista di intervento: «Le nostre riviste (La Civiltà Cattolica e Aggiornamenti Sociali, ndr) approfondiscano e stimolino sempre di più la riflessione seria e rigorosa sul tema delle migrazioni». Di qui il monito finale a gesuiti e laici che fanno riferimento al carisma ignaziano: «Nessuno si senta escluso da questa opportunità».
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