lunedì 5 agosto 2013
​Dal conto online dei frati minimi è sparito circa un milione e mezzo di euro. Padre Rocco chiarisce: «Nessuno di noi ha mai sprecato le offerte dei fedeli: stavamo raccogliendo una somma per il restauro del convento. Spero che gli investigatori scoprano in fretta la verità».
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"Il Santuario di Paola, cuore spirituale della Calabria, è stato purtroppo oggetto di una truffa da parte di soggetti che hanno carpito la buona fede dell'economo pro-tempore". Lo specifica il co-rettore dei frati minimi del santuario di San Francesco di Paola, padre Rocco Benvenuto, a proposito di un milione e mezzo sparito misteriosamente dal conto on line della comunità religiosa, impropriamente utilizzato da personaggi in corso di identificazione.  Una cosa è certa: nessun frate ha mai approfittato del frutto della carità dei devoti. "La comunità del Santuario - prosegue padre Rocco - non ha mai scialacquato o sprecato le offerte dei fedeli, prova ne sia – a puro titolo esemplificativo - la nuova basilica a Paola, realizzata in 20 mesi con le offerte e i lasciti devoluti nel tempo per devozione a San Francesco. Mai nessun religioso ha usato per proprio interesse somme di denaro destinate al Santuario. La somma, che ora lentamente si stava mettendo da parte, era destinata al restauro e alla manutenzione dell'imponente complesso conventuale e alla celebrazione degli eventi centenari (2007, quinto centenario della morte di San Francesco; 2016, sesto centenario della nascita; 2019, quinto centenario della canonizzazione)”. I soldi del conto sono stati utilizzati per acquistare azioni alle spalle della comunità religiosa. “Dai riscontri finora effettuati non risulta che alcun religioso di questa comunità abbia mai fatto operazioni in borsa né tanto meno ha autorizzato terzi, anche indirettamente, al loro compimento".I frati collaboreranno con gli investigatori per venire a capo il prima possibile della brutta vicenda.  "Esprimo vivo apprezzamento - aggiunge padre Rocco Benvenuto - alle forze dell'ordine e all'autorità giudiziaria per il loro tempestivo ed efficace intervento a tutela della nostra comunità e dell'immagine del santuario e chiedo loro di proseguire con la massima determinazione e con estrema celerità sulla strada della giustizia al fine di pervenire all'accertamento della verità. Rassicuro che nulla di intentato sarà lasciato perché questa ferita sia prontamente rimarginata, iniziando dal recupero delle somme ingiustamente sottratte".
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