giovedì 29 settembre 2016
La Fondazione con il Sud, che compie dieci anni, ha promosso in tre anni 93 iniziative per oltre 23 milioni di euro. Il presidente Borgomeo: «Pensiamo a un modello di sviluppo alternativo. Anche per l'Italia»
Fuga dalla scuola, un piano per il Sud Italia

Ripartire dalla “scuola che serve” per combattere la dispersione scolastica e promuovere l’inclusione sociale dei giovani. In occasione del suo decimo compleanno, la Fondazione Con il Sud, sta promuovendo la manifestazione itinerante “Un futuro mai visto”, che oggi ha fatto tappa a Firenze per parlare di scuola, a partire dall’esempio di don Lorenzo Milani.

750mila “dispersi”

Di fronte a una dispersione scolastica che ormai interessa 750mila ragazzi (il 17,6% dei giovani in Italia, contro una media europea del 12,8%) e ha un costo sociale di 70 miliardi di euro l’anno (pari a 4 punti di Pil), la Fondazione ha messo in campo iniziative, nelle regioni meridionali, per oltre 23 milioni di euro in un triennio, sostenendo 93 progetti complessivi. Nell’ultimo anno, l’attenzione si è concentrata su Palermo, dove il tasso di dispersione scolastica è del 25,4%. Qui sono stati realizzati 8 interventi in 17 quartieri (sui 25 esistenti), in collaborazione con 43 enti del terzo settore, 10 enti pubblici (di cui uno estero) e 5 realtà non profit. Complessivamente, sono state coinvolte 23 scuole e 6.500 studenti tra i 6 e i 17 anni, 520 insegnanti e 500 famiglie.

Abbandono precoce anche in Toscana

Una seconda iniziativa è stata portata avanti in Toscana, dove la dispersione riguarda tra il 17,6% e il 18,6% della popolazione scolastica. Ormai, un giovane su tre che entra nel mercato del lavoro è privo di un diploma di scuola superiore. A questi giovani si rivolge il progetto sperimentale “OrientaDropOut” di prevenzione e intervento fortemente innovativo realizzato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Esso coinvolge istituzioni scolastiche dalla primaria alla secondaria di secondo grado di Firenze e di Arezzo e agenzie formative che operano nei percorsi formativi per “drop-out”, ovvero per ragazzi che all’età di 16 anni hanno abbandonato il percorso di istruzione. Esso coinvolge sei istituti scolastici, quattro agenzie formative, 24 classi, 500 alunni, 500 famiglie, 500 docenti.

«Modello di sviluppo alternativo»

«Per i nostri primi 10 anni – dice Carlo Borgomeo presidente della Fondazione Con il Sud - abbiamo voluto “provocare” un dibattito nazionale su una idea e un modello di sviluppo per il Sud e per il Paese alternativo a quanto storicamente visto e ancora oggi, purtroppo, ci viene proposto. Siamo partiti dalla visione di società e dall’esempio di cinque personaggi per noi significativi e dalle centinaia di esperienze avviate nei nostri territori. Partendo dall’insegnamento di don Milani, abbiamo affrontato il tema della scuola che “serve”, non solo ai ragazzi ma in generale al presente e al futuro della nostra società. Siamo convinti – aggiunge Borgomeo – che investire nel welfare e nell’educazione dei giovani, non più come in passato ma in un’ottica di “comunità”, non solo è giusto e opportuno, ma rappresenta una fondamentale premessa per creare realmente sviluppo».

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: