venerdì 19 gennaio 2018
Otto quelli già arrivati al Viminale, fra questi anche quello della Lega. Ci sarà tempo fino a domenica. Nel centrodestra dopo lo strappo con la quarta gamba si tratta
Depositati i primi simboli, quello di M5S non appartiene più a Grillo
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La campagna elettorale entra nel vivo, anche sotto l’aspetto procedurale: da stamattina alle 8 è possibile consegnare i simboli, . La procedura proseguirà fino a domenica alle 16.

DEPOSITATI 8 SIMBOLI

Sono già otto quelli depositati stamattina al ministero dell'Interno. I contrassegni vengono affissi su una bacheca al piano terra del Palazzo del Viminale. La procedura proseguirà fino a domenica. Primo simbolo ad arrivare è stato quello del “Maie - Movimento associativo italiani all'estero”, seguito da: “Unital - Unione tricolore America latina”. A seguire la lista “Sacro romano impero cattolico”. Il simbolo successivo è stato quello del Movimento 5 Stelle, seguito dalla Lega. Poi Casapound Italia. Infine due simboli “10 volte meglio” e “Siamo”.

GRILLO FUORI DAL SIMBOLO M5S

La novità più attesa è quella del simbolo pentastellato. A quanto trapela esso apparterrebbe alla nuova associazione “Movimento 5 Stelle”, quella con sede a Roma, in via Nomentana 257. Si tratta del contrassegno depositato oggi al Viminale, che reca la nuova dicitura “ilblogdellestelle.it”. Sia il primo simbolo, quello con su scritto “beppegrillo.it”, sia il secondo, quello recante la scritta “movimento5stelle.it”, facevano invece capo alle associazioni con sede a Genova e riconducibili a Grillo in persona. Ora in casa grillina (l’ex comico genovese era comunque fisicamente presente alla presentazione del nuovo simbolo, al Viminale) l’attenzione si sposta tutta sulle candidature, fra le sorprese in lista e i maldipancia degli esclusi tutti da monitorare, insieme al sistema di selezione online dei candidati oggetto di molte polemiche.

NEL CENTRODESTRA TRABALLA LA QUARTA GAMBA

Come un falegname sa bene montate tre gambe il difficile diventa fra combaciare la quarta senza che il tavolo traballi. Così nel centrodestra dopo l’intesa a tre sul programma che ha portato la componente centrista di “Noi con l’Italia” sull’orlo della rottura si è riaperta la trattativa essenzialmente mirata ad assicurare una congrua disponibilità di candidati nei collegi uninominali. In tarda mattinata sembrava vicina la fumata bianca: «Siamo vicini all'accordo risolvendo positivamente i nodi tra Udc-Noi con l'Italia e gli altri membri della coalizione del centrodestra. Siamo in dirittura d'arrivo», assicurano Lorenzo Cesa e Raffaele Fitto. Analogamente, nel centrosinistra, resta un caso l’estromissione di Civica Popolare nel Lazio da parte di Nicola Zingaretti che ha invece imbarcato Liberi e Uguali. Nessuna ripercussione sull'intesa raggiunta sul piano nazionale, ma Beatrice Lorenzin conferma di star pensando a candidarsi. In ogni caso si punta ad andare da soli. «Non per ripicca. Credo che uno schieramento che si è totalmente spostato a sinistra nella regione non sia una buona cosa. Sto valutando con gli altri esponenti di Civica Popolare se troviamo un candidato che riesca ad avere un'azione programmatica molto forte», ha aggiunto la ministra della Salute.

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