mercoledì 26 maggio 2021
I casi dall'inizio dell'epidemia sono 4.201.827, i morti 125.622. Accordo Regione-Governo per la prossima ordinanza con le misure per le zone bianche
Il generale Figliuolo

Il generale Figliuolo - Ansa

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Sono 3.937 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 3.224. Sono invece 121 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 166.

In totale i casi dall'inizio dell'epidemia sono 4.201.827, i morti 125.622.

I dimessi ed i guariti sono invece 3.816.176, con un incremento rispetto a ieri di 11.930, mentre gli attualmente positivi scendono a 260.029 (-8.116). In isolamento domiciliare ci sono 250.633 persone (-7.632 rispetto a ieri).

L'Italia è virtualmente in zona bianca. L'incidenza nazionale, con i dati sui contagi di oggi, è scesa infatti a 49 casi per centomila abitanti, appena meno della fatidica soglia dei 50 casi per centomila, la quota sotto cui è possibile, secondo ministero della Salute e Iss, riprendere una piena attività di tracciamento abbandonando gran parte delle misure di contenimento.

In sintesi, la soglia della zona bianca.

Il parametro, come noto, si applica su base regionale, ma il superamento della soglia psicologica a livello nazionale è comunque uno spartiacque: basti pensare che l'ultima volta con un'incidenza sotto la soglia risale all'11 ottobre 2020, oltre 7 mesi fa. Allora però si era in piena salita, con un tasso di aumento che sfiorava il 100% settimanale, mentre oggi, dopo due terribili ondate con picchi a novembre (con incidenza schizzata a 414 per centomila) e a marzo (267), siamo in un calo che sfiora il 30% settimanale.

Si profila, dunque, un giugno in bianco per oltre metà Penisola almeno, con regioni come Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna che hanno grandi chance di promozione.

L'attesa è ora per il monitoraggio di venerdì e per i prossimi: la norma prevede infatti che ci sianotre monitoraggi consecutivi con incidenza sotto 50 (e rischio basso) per consentire a una regione di guadagnare l'ambita zona bianca, dove a scanso di ulteriori modifiche, di cui le Regioni stanno discutendo, non c'è coprifuoco, tutto è aperto, rimarrebbero solo l'obbligo di mascherine e le misure anti assembramento che i singoli governatori possono approntare.

Le prime tre Regioni sicure della promozione immediata sono la Sardegna (la prima e unica finora ad aver sperimentato la zona bianca), da tre settimane con numeri bassissimi e un'incidenza scesa a 14 casi per centomila; il Friuli Venezia Giulia, con un'incidenza di 18 casi; e il Molise, con appena 11 casi per centomila. Dall'inizio della prossima settimana finiranno in bianco.

Dovranno aspettare altri sette giorni per completare le tre settimane consecutive invece l'Abruzzo (incidenza attuale 34), la Liguria (31), l'Umbria (31) e il Veneto (31): per loro la data da segnare sul calendario è il 7 giugno. La settimana successiva si candidano almeno altre tre regioni di peso, che probabilmente inizieranno con il monitoraggio di dopodomani (che certificherà la discesa sotto quota 50) il loro conto alla rovescia: la Lombardia (incidenza attuale 48), il Lazio (49,6) e l'Emilia Romagna (49,6), con qualche residua speranza per il Piemonte (incidenza a 51,5, ma il monitoraggio considererà i dati di domani) e per la Puglia (51,8).

E proprio sulle misure da attuare in zona bianca si è tenuto oggi un incontro fra il ministro della Salute Roberto Speranza, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga ed a cui hanno partecipato anche Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute e Silvio Brusaferro, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità.

La proposta condivisa con il Governo prevede che - fermi restando i criteri base della prevenzione, mascherine, distanziamento, areazione e sanificazione luoghi chiusi -, una volta che una Regione entri nella zona bianca, sia superato il cosiddetto 'coprifuoco' e si possano anticipare al momento del passaggio le riaperture delle attività economiche e sociali per le quali la normativa vigente (d.l. n.52/2021 e d.l. n.65/2021) dispone già la ripresa delle attività in un momento successivo.

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