venerdì 27 settembre 2019
Il presidente della Cei, alla presentazione del Rapporto immigrazione, ha definito Caritas e Migrantes «polmoni» della Chiesa italiana
Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, alla presentazione del Rapporto sull'immigrazione Caritas-Migrantes (LaPresse)

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, alla presentazione del Rapporto sull'immigrazione Caritas-Migrantes (LaPresse)

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Risposte complesse a fenomeni complessi ed epocali, come l’immigrazione, senza cercare scorciatoie ideologiche che non risolvono la questione e inaspriscono il clima. A voler trovare un filo rosso nella mattinata di presentazione del XXVIII Rapporto immigrazione 2018-2019 di Caritas e Migrantes, la parola chiave sarebbe «l’autentica riscoperta dello spirito missionario», visto che come Chiesa «si è chiamati ad essere al servizio di una umanità ferita». Il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, intervenendo stamattina a Roma alla presentazione del report infatti sottolinea come l’immigrazione è «una ferita del presente» ed è triste quel Paese che non riesce a sanarla. Ricordando poi l’impegno di due organismi come Caritas e Fondazione Migrantes definiti «polmoni» della Chiesa italiana, il responsabile dei vescovi sottolinea come la mobilità umana sia un fenomeno ormai globale (basta pensare alla ricerca scientifica) e bisogna considerare «i migranti prima di tutto come persone e la parte più evidente dell’iceberg degli scartati», per questo – aggiunge - «dobbiamo aprire spazi di luce in cui affermare una cultura nuova». Infine a margine del convegno rispondendo ad una domanda sulla strumentalizzazione a volta del tema migratorio, Bassetti ricorda che «compito della politica è risolvere i problemi che si presentano e non usarli per un progetto o un altro», perciò «i migranti non servono solo per prendere voti».

Poco prima, portando il saluto del presidente di Caritas Italiana monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, è stato monsignor Francesco Soddu, direttore dell’ente pastorale della Cei, a soffermarsi sulla necessità di «rimettere al centro del dibattito il tema della persona, al di là della sua esperienza migratoria». Ed è così innanzitutto «attraverso la testimonianza» che si esercita il dovere di «comunicare correttamente e bene» le notizie sui migranti. Il rapporto perciò, è il suo auspicio, contribuisce ad informare e comunicare «in modo nuovo la grande vicenda umana e delle migrazioni, ricordando sempre che non si tratta dolo di migranti, ma di persone». Un concetto ribadito anche dal responsabile di Migrantes monsignor Guerino Di Tora, aggiungendo che «tutta la Chiesa italiana è impegnata nell’accoglienza» e che il fenomeno migratorio «riguarda tutti gli aspetti della vita e del vivere sociale» e rappresenta «una pietra d’inciampo in senso biblico, perché invita a recuperare la dimensione del nostro vivere cristiano».

La necessità di dare conto di ciò che sta accadendo al di là del Mediterraneo e di ciò che succede quando i profughi arrivano nel nostro Paese, è stata sottolineata anche da Oliviero Forti di Caritas italiana e Simone Varisco di Migrantes, che sono entrati nel dettaglio del rapporto, presentando anche il video “Corridoi di vita” incentrato sull’esperienza dei corridoi umanitari attivati della Chiesa italiana, che andrà in onda il 29 settembre su Tv2000.

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