giovedì 30 aprile 2015
Renzi: ma no all’ideologia. Santerini (Pi-Cd): puntare di più sull’integrazione degli alunni stranieri. La Disal presidi: a rischio senza un nuovo concorso. Gli studenti di Ac: i giovani siano protagonisti.
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Sulla buona scuola «pronti a cambiare», ma «senza slogan e ideologia», e «nessun decreto legge ». Parola di Matteo Renzi. E mentre il premier torna a parlare della riforma della scuola nella sua «enews», il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone gli fa eco ribadendo che «si sta ascoltando tanto e che il testo sta cambiando in maniera molto forte». Da tutti, comunque, arriva l’invito ad abbassare i toni, guardando anche l’appuntamento del 5 maggio quando la gran parte delle sigle sindacali della scuola scenderanno in piazza per protestare contro la riforma presentata dal governo.Il fronte parlamentare. «Sul tema della scuola non faremo un decreto legge, non procederemo con strumenti d’urgenza» garantisce il premier che conferma di «essere aperti a ogni modifica se finalizzata all’interesse dei ragazzi e di chi la scuola la vive, giorno per giorno». Ma le opposizioni sono di tutt’altro parere. «Renzi e Faraone millantano un’apertura da parte di governo e maggioranza – dicono i parlamentari dei 5 Stelle – che, nella realtà, non riscontriamo. Quello che continuiamo a vedere in commissione Cultura è un provvedimento nel quale, al di là di singoli ritocchi, restano invariati lo scheletro e i punti salienti».Integrazione degli studenti stranieri. È uno dei punti in discussione nel disegno di legge. Milena Santerini, parlamentare di Per l’Italia-Cd, ha presentato una serie di emendamenti per «dare agli 800mila studenti stranieri piena cittadinanza». Un appello sostenuto anche da un ampio cartello di associazioni e realtà che si occupano di intercultura e integrazione. Negli emendamenti viene chiesto di «potenziare l’insegnamento della lingua italiana per gli alunni neo arrivati; destinare una quota delle risorse formative alle zone con alta presenza di immigrati e con alta dispersione scolastica; istituire laboratori didattici nel rispetto delle norme Ue».L’allarme dei presidi. Dovrebbero diventare il perno su cui far muovere la buona scuola, ma «al primo di settembre, in assenza dell’annunciato e più volte rinviato concorso per i dirigenti scolastici, ben 1.500 istituti dovranno iniziare con un reggente e non un titolare» denuncia la Disal-presidi che in una lettera aperta a Renzi chiede un intervento urgente per far partire il bando di concorso e nel contempo «risolvere in via amministrativa le questioni nate con il concorso del 2011, che in Toscana, Campania e Lombardia non hanno ancora stabilito in via definitiva i vincitori». Studenti di Azione cattolica. E la buona scuola sarà al centro della quarta edizione del Movimento in cantiere, appuntamento degli studenti di Azione cattolica (Msac), che si svolgerà a Rimini da oggi al 2 maggio. «Ci aspettavamo di più dalla buona scuola – commenta il segretario nazionale Gioele Anni – ma intendiamo continuare nel dialogo e nell’approfondimento proprio per rilanciare un protagonismo studentesco».
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