mercoledì 23 settembre 2009
La vittima, Alberto Simoncelli, 43 anni, era anche il titolare della ditta, specializzata nella sistemazione dei tetti. La seconda vittima Said Karroui, 37 anni,l suo primo giorno di lavoro, alla guida di una piccola ruspa.
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Due morti e un uomo in fin di vita è il tragico bilancio di due incidenti sul lavoro. Un operaio è morto e un altro è rimasto gravemente ferito precipitando da un'altezza di 15 metri a Brescia mentre un operaio marocchino è morto decapitato dalla lama di un escavatore con cui stava lavorando in un cantiere ad Arco, in Trentino. Il primo incidente sul lavoro è avvenuto nello stabilimento siderurgico della "Ori Martin" di Brescia. I due, titolare e dipendente della "Sm Lattoneria Brescia", una ditta specializzata nella sistemazione dei tetti, sono precipitati dal cestello di una piattaforma che si è sganciato all'improvviso. Per il primo, Alberto Simoncelli, 43 anni, titolare della ditta, i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Il secondo, Gabriele M., 47 anni, è ricoverato in gravissime condizioni presso gli ospedali civili della città lombarda, dove è stato sottoposto a un intervento d'urgenza per salvargli la vita. DIl secondo incidente è avvenuto ad Arco, nel parco Braille, vicino all'ospedale, poco prima delle 10. Secondo una prima ricostruzione, Said Karroui, 37 anni, residente ad Albenga (Savona), al suo primo giorno di lavoro, alla guida di una piccola ruspa stava effettuando lavori di pulizia su una stradina in forte pendenza quando, all'improvviso, ha perso il controllo del mezzo che è rotolato in una scarpata per alcune decine di metri. Dopo essere stato sbalzato dal sellino, è stato decapitato dalle lame montate sull'escavatore.
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