sabato 13 aprile 2013
​Nel convegno sulla povertà a Roma il segretario del Pd parla di lavoro, di esodati, del problema della casa. Al sindaco di Firenze: l'arroganza umilia che ce l'ha. E su Berlusconi: non cedo.
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"Occorre partire dal problema lavoro per rimettere in moto l'economia. E dobbiamo dare segnali anche sul problema corruzione, ineludibile quando parliamo di economia e lavoro. La sofferenza sociale investe pure il problema della casa. Basta leggersi i dati della Caritas per capire la dimensione dei problemi. Dobbiamo agire su fronti diversi perché ci sono bisogni differenziati. Poi bisogna dare priorità al privato sociale. Stanno saltando cooperative a ripetizione. E bisogna finanziare gli ammortizzatori sociali". Lo ha detto Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, nel suo intervento conclusivo al convegno sulle povertà che si è svolto questa mattina a Roma."Inoltre dobbiamo risolvere il problema degli esodati. Va riformata la socialcard, che può diventare una sorta di salario minimo. L'Imu va riformata alleggerendo le fasce deboli. Bisogna fare norme sul salario minimo per chi non è tutelato da contratti. Occorre un osservatorio autorevole sui prezzi amministrati, di cui nessuno parla. La riqualificazione di scuole e quartieri dovremo farla in un piano di concerto con l'Unione europea", ha concluso Bersani indicando i temi prioritari di un eventuale governo.Poi il segretario del Pd è passato ad affrontare i temi di attualità politica. "Qualcuno mi ha detto che ci vuole dignità e non bisogna inseguire i 5 Stelle. Una frase così non l'avrei accettata neanche da mio padre. Per il bene del partito sto zitto". Il riferimento sembra essere a Matteo Renzi, che aveva definito 'umiliante' il confronto streaming con M5S.  "L'arroganza umilia chi ce l'ha", ha concluso. Quanto ai 5 stelle, Bersani, manda a dire: "Predicavate il cambiamento e ora? Siete ancora lì a dire che c'è l'inciucio Berlusconi-Bersani? Avanti sulla distruzione del Paese", aggiungendo che M5S ha detto "no alla proposta di un governo di cambiamento".Infine, un flash sul Cavaliere, quando dalla platea gli chiedono di non cedere a Silvio Berlusconi: "Certo che non cedo. Noi dobbiamo spiegare perché non vogliamo il governissimo: perché non è la risposta ai problemi".
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