lunedì 2 ottobre 2023
L'incontro di Forza Italia promosso dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha registrato interventi e testimonianze trasversali, ed è stato chiuso dall'arcivescovo emerito di Genova
L'intervento del cardinale Angelo Bagnasco a conclusione del confronto fra parlamentari cattolici tenutosi nella sala della Regina alla Camera

L'intervento del cardinale Angelo Bagnasco a conclusione del confronto fra parlamentari cattolici tenutosi nella sala della Regina alla Camera - foto Angelo Picariello

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«Questi cattolici in politica vogliamo organizzarli un po’ meglio? Credo sia arrivato il momento di farlo», propone Alessandro Cattaneo. «Un errore, un falso storico direi, che i valori fondanti della nostra Costituzione, in gran parte legati al cristianesimo, non lo siano diventati anche della Costituzione europea», dice il deputato di Fi, ed ex sindaco di Pavia, richiamando l’introduzione del vice presidente della Camera Giogio Mulè, che è il promotore di questo incontro che si tiene nella sala della Regina di Montecitorio (“Cattolici in politica, esperienze a confronto") e aveva sottolineato, in apertura, proprio la centralità dell'apporto venuto dai cattolici e dalla dottrina sociale della Chiesa alla Costituzione come un patrimonio da recuperare, ritrovando un confronto costruttivo, e una tendenziale unità di intenti su alcuni temi fondamentali. Il confronto ha visto gli interventi del viceministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci, di Fdi, delle deputate Maria Chiara Gadda di Italia Viva e Patrizia Marrocco di Forza Italia e del senatore Alfredo Bazoli del Pd. In prima fila anche l'ex viceministro dell'Economia Stefano Fassina e il generale Claudio Graziano, ex presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea, ora al vertice di Fincantieri.
Nelle conclusioni, affidate al cardinale Angelo Bagnasco, l'arcivescovo emerito di Genova, ed ex presidente della Cei, lancia una prosposta operativa: un incontro fra cattolici cui dar vita «in ambito prepolitico», che definisce «urgente», allo scopo di contribuire allo «studio della dottrina sociale della Chiesa», per trarne indicazioni stringenti all'azione politica e «superare l'oblio del passato», ossia quel senso di inconsistenza, di improvvisazione, che sembra caratterizzare oggi l'attivita politica. Perché, denuncia Bagnasco, «visioni antropologiche opposte sfidano i cristiani in ogni parte del mondo». Il dialogo, la mediazione «sono un metodo da seguire, un mezzo utile, ma non un fine», ammonisce il cardinale: non su tutto si può mediare. E indica tre valori. La vita umana, la libertà educativa, «che va esercitata dai genitori, senza che lo Stato, e nemmeno la Chiesa, possano sostituirsi». E la famiglia, «il luogo naturale della prole e del futuro di un Paese», lo definisce. Su valori come questi la Chiesa «esperta di umanità» ricorda che una mediazione non è possibile. E non per ragioni confessionali, ma in nome del diritto naturale, perchè, ammonisce ancora Bagnasco, «senza una antropologia integrale non è possibile una buona politica». E «non esiste - ricorda - solo l'inquinamento atmosferico, c'è anche un inquinamento morale e intellettuale al quale assistiamo».

In questo panorama piuttosto desolante tocca ai cattolici provare a unire, riprendendo in mano il tessuto connettivo di cui questo Paese è costituito, fin dalla nascita della Repubblica e della Costituzione. Esercitando un «bipolarismo mite, che non si vede granchè in giro - lamenta Bazoli -. Ma occorre gettare ponti, e non muri, è il metodo che ha sempre caratterizzato l'esperienza politica dei cattolici in Italia. E bisogna farsi guidare dall'entusiasmo - auspica il senatore dem - in nome della fiducia nell'uomo e nella Provvidenza, che sempre deve sorreggere l'impegno di un cristiano». Un impegno che si fonda su testimonianze di vita, più che sulle enuncizioni di principio. «La sera - racconta il viceministro Bellucci - cerco di interrogarmi non tanto su quanti like ho ottenuto, ma su quanto possa aver contribuito con il mio impegno al bene comune». Un impegno che prende la forma anche attraverso proposte concrete, nel segno della dottrina sociale. Gadda ricorda la "legge 166", approvata con la sua prima firma, contro lo spreco alimentare, «una legge sussidiaria, che vede coinvolte le imprese e il Terzo settore». Mentre Marrocco ricorda la norma varata, su sua proposta, sull'oblio oncologico, «una delle poche leggi a iniziativa parlamentare di questa legislatura, che restituisce piena dignità a chi è uscito da un trauma e ha il diritto di non patirne ancora le conseguenze».















la famiglia, «urgente»












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Missione educativa, lavoro sussidiario per i poveri, è davvero ingiusta la polemica che viene di tanto in tanto avanzata per

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