martedì 20 giugno 2017
Per slot e scommesse gettati 1,9 milioni all’ora. cifre allarmanti del dossier del Cnca, che coordina le comunità di accoglienza
Azzardo, dal 2005 bruciati 181 miliardi dagli italiani

Più di 181 miliardi di euro. È quanto hanno perso, in undici anni, gli italiani nell’azzardo. Il che vuol dire 16,4 miliardi l’anno, 45 milioni al mese, quasi 1,9 milioni all’ora buttati via in slot, scommesse, lotto, gratta e vinci e quant’altro. Un mercato che negli stessi anni ha fatturato ben 760 miliardi di euro. Cifre spaventose, raccolte nel dossier 'Gioco d’azzardo: i numeri di un mercato fuori controllo', elaborato dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca). Ma cifra parziali, come sottolinea Filippo Torrigiani, curatore della ricerca insieme al presidente del Cnca, don Armando Zappolini. «Per anni si è creduto che se lo Stato avesse ampliato, controllato e gestito l’offerta del gioco lecito, si sa- rebbe disgregato il mercato illegale.

Non era vero. Le tenaglie dell’illegalità, di fatto, prosperano certamente su un binario 'parallelo' e con un giro d’affari difficilmente quantificabile ». Anzi, aggiunge Torrigiani, che è anche consulente della commissione Antimafia, «resta il fatto, incontrovertibile, che a fronte di una maggiore 'offerta del gioco legale', sia più semplice per i clan malavitosi trarre profitti tramite pratiche di usura, riciclaggio, estorsione, imposizione ». «Numeri impressionanti », denuncia don Zappolini spiegando che «questo dossier è un piccolo contributo a una causa per cui vale davvero la pena di impegnarsi. Per difendere il diritto alla salute dei cittadini e, in particolare, di quelli più deboli».

Un impegno che, sottolinea, vede «in prima fila la Chiesa cattolica e il quotidiano della Conferenza episcopale italiana». Quello che colpisce nel documentatissimo dossier (i dati sono quelli ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) è soprattutto la capillare diffusione dei 'punti azzardo', a conferma di una rete nazionale che copre davvero tutto il territorio e della necessità di una sua drastica riduzione. Troviamo così 206 sale bingo, 237 negozi gioco ippica, 1.333 punti gioco sportivo, 3.160 punti gioco ippica, 4.934 sale Vlt, 9.159 concorsi pronostici, 33.881 giochi a totalizzatore, 33.920 ricevitorie del Lotto, 62.975 punti vendita lotterie, 85.025 esercizi con slot machine. Per tutte le tipologie di azzardo la classifica dei punti vede in testa Lombardia, Lazio e Campania. Lo conferma anche il numero delle 'macchinette': in Lombardia ci sono 63.287 slot e 9.808 Vlt, in Campania 41.876 slot e 4.669 Vlt, nel Lazio 41.765 slot e 6.960 Vlt.

Seguono l’Emilia Romagna con 35.530 slot e 5.318 Vlt, e il Veneto con 38.558 slot e 6.269 Vlt. «Appare anche molto preoccupante », si legge nel dossier, il numero di infrazioni constatate nel 2016 dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm): 4,6 infrazioni ammini-strative e 1,5 di carattere penale al giorno, con sanzioni applicate per 30 milioni di euro, imposte accertate per 22 milioni, 245 persone denunciate all’autorità giudiziaria (2.545 nel periodo 2012-2016), 549 misure cautelari, 225 violazioni penali, 1.587 violazioni amministrative, 53 sequestri penali. Nuovamente a conferma che malgrado la legalizzazione dell’azzardo e la crescita del mercato, l’illegalità è sempre presente. E questo vale anche per il 'gioco' on line, con quasi 6.400 siti inibiti da Adm nel periodo 2006-2016, che hanno registrato quasi 10 milioni di tentativi di accesso illegali. Siti fuori legge in crescita negli ultimi anni: l’Adm ne aveva inibiti 418 nel 2013, saliti a 489 nel 2014, cresciuti a 504 nel 2015 per passare a 679 lo scorso anno.

Un fenomeno non solo italiano. «Il mercato mondiale del settore – si legge nel dossier –, a fine 2016, si è attestato su un valore di circa 470 miliardi di dollari, equivalente - tanto per intenderci - a: il fatturato dell’anno 2012 del Gruppo Apple; il Pil della Russia; l’ammontare di riserve finanziarie estere della Russia; l’ammontare dei costi dovuti alla paralisi dell’industria giapponese a seguito dello tsunami del 2011; la somma che nel 2008, a seguito del crash di Lehman Brothers, il governo cinese stanziò per la realizzazione di infrastrutture al fine di evitare che la Cina finisse aspirata nella recessione americana; il volume d’affari generato dal “turismo sostenibile” nell’anno 2012». E per quanto riguarda l’Italia il fatturato complessivo del gioco d’azzardo nel 2016, quasi 96 miliardi di euro, è «di gran lunga superiore a quello conseguito nello stesso anno da una delle principali imprese italiane, l’Enel (quasi 74 miliardi di euro)».

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