martedì 13 dicembre 2016
Perquisizioni e arresti per l'indagine coordinata dalla Dia di Roma, coinvolti Sergio e Giancarlo Tulliani e l'ex parlamentare Laboccetta.
Maxi-inchiesta, arrestato ai Caraibi il re delle slot machine

Il principale imprenditore internazionale delle slot machine e re dei casinò ai Caraibi, un ex parlamentare già noto alle cronache (Amedeo Laboccetta) e professionisti a vario titolo operanti nel settore sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Gli arresti, avvenuti anche all'estero, sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza in contemporanea a perquisizioni in numerosi stati (Antille Olandesi, Regno Unito,Canada e Francia) e sequestri di numerosi beni e conti correnti per centinaia di milioni di euro. L'inchiesta della magistratura romana riguarda un'associazione per delinquere transnazionale che riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery.

Anche Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, sono indagati nell'ambito inchiesta della Dia. Nell'inchiesta su un maxiriciclaggioda 200 milioni legato alle slot entra anche la vicenda della casa di Montecarlo, già al centro di una indagine che nel 2010 lambì l'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini. In particolare, secondo quanto accertato dai pm di Roma, Giancarlo Tulliani avrebbe messo a disposizione di uno degli arrestati, Rudolf Baetsen, legato all'imprenditore Corallo, due società offshore per poter far transitare i soldi destinati alle Antille. In base all'impianto accusatorio Baetsen si sarebbe mosso per finanziare l'acquisto dell'appartamento di Montecarlo che era stato di proprietà di Alleanza Nazionale attraverso tre società offshore riconducibili a Giancarlo Tulliani.

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