martedì 8 agosto 2017
Il giovane romeno è direttore di sala in un noto albergo
«Vorrei partecipare di più, ma senza cittadinanza...»

Turcu Mihai Catalin è un ragazzo romeno di 22 anni, di cui dieci, finora, vissuti in Italia. E, a proposito del diritto alla cittadinanza, è esplicito: «La politica ha paura di affrontare questo problema – afferma – che è un vero problema perché io dico una cosa: se ho un regolare contratto di lavoro e non ho precedenti con la giustizia, per quale motivo non posso avere il documento ed essere italiano a tutti gli effetti? Questa è la domanda che pongo alla classe politica. Non si può rimanere sordi per sempre. E io dico questo perché voglio rispettare il Paese che mi ospita, pagando le tasse e contribuendo al suo sviluppo».
Dopo un periodo nella Caritas diocesana Pescara-Penne, oggi Turcu è direttore di sala presso un noto albergo di Montesilvano, città nella quale risiede insieme alla madre. Anch’essa lavora in un altro centro ed hanno una vita dignitosa, trasferendo aiuti finanziari ai parenti rimasti in Romania. «Sono arrivato a fare il direttore di sala dopo tanti studi e sacrifici. Ma li ho fatti in Italia e non in altro Stato. Spero che con il nuovo governo si possa finalmente portare nelle sedi istituzionali questa riforma, perché tutti la approvano indistintamente. Con questa legge, infatti i tempi per diventare italiano verrebbero anticipati e sarebbe molto utile, dato che con la legislazione attuale solo a 18 anni puoi richiedere la cittadinanza».

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