venerdì 30 giugno 2017
Anche la politica italiana scende in campo sul caso del piccolo Charlie Gard
Il piccolo Charlie Gard (LaPresse)

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Anche la politica italiana scende in campo sul caso del piccolo Charlie Gard. E sulla questione del fine vita.

Beppe Grillo sul suo blog ha scritto una lunga riflessione che culmina così: "Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo. Charlie Gard non è clinicamente morto, i suoi genitori non desiderano che siano spente le macchine che lo tengono in vita, addirittura se ne andranno via! Un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europetta insipida e senz'anima".

Matteo Renzi confessa: "Non riesco a togliermi dalla testa il pensiero del piccolo Charlie". "Mi fanno paura i social quando diventano curve da tifoseria con persone che sparano certezze e urlano, non cerco facili like - prosegue- ma condivido uno stato d'animo, più che uno status: il dolore di quei genitori e di quel bambino mi rimbomba in testa continuamente". "Mi sembra insopportabile per noi, figuriamoci per quella povera famiglia che vive queste ore così. Perché - domanda allora il segretario Pd - la Corte Europea dei diritti umani (diritti?) non ha concesso la cura sperimentale in America?Perché non consentire alla scienza un ultimo tentativo? Facciamo proteste ovunque per qualsiasi cucciolo, e facciamo bene. E un piccolo cucciolo d'uomo - domanda ancora - non valeva un'attenzione diversa delle autorità europee? Per una volta ho più domande che risposte...".

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