lunedì 17 maggio 2021
Sbarcati a Fiumicino grazie a un protocollo con il Viminale e il sostegno della Commissione europea e delle autorità greche. Accolti in nove diverse regioni italiane per percorsi di integrazione
L'arrivo a Fiumicino dei profughi trasferiti dall'Isola di Lesbo

L'arrivo a Fiumicino dei profughi trasferiti dall'Isola di Lesbo - Foto Comunità di Sant'Egidio

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Migranti che rischiano la vita per arrivare a Lampedusa e in Sardegna. O tornano a Tripoli intercettati dai militari libici. E migranti che grazie a un corridoio umanitario sbarcano in sicurezza a Fiumicino per un percorso di inserimento sui territori. Nelle stesse ore il fenomeno delle migrazioni forzate mostra i suoi due volti: i viaggi della disperazione che mettono a rischio vite umane e alimentano la criminalità organizzata, e la soluzione possibile di trasferimenti controllati.

Stamattina a Fiumicino sono arrivati, grazie a un corridoio umanitario, 40 profughi dall'isola greca di Lesbo. A organizzare il trasferimento è stata la Comunità di Sant'Egidio. I migranti appartengono a nove nazionalità diverse, tra cui l'Afghanistan e alcuni paesi africani e ora andranno a vivere in diverse regioni italiane secondo il modello sperimentato dei corridoi umanitari, che dal febbraio 2016 fino ad oggi ha permesso di giungere in sicurezza, al riparo dai trafficanti di esseri umani, oltre 3.500 persone in Italia, Francia, Belgio e Andorra.

Foto Comunità di Sant'Egidio

Quest'ultimo arrivo - previsto da un protocollo firmato tra Sant'Egidio e ministero dell'Interno - è stato realizzato anche grazie alla collaborazione delle autorità greche e al sostegno della Commissione Europea. L'obiettivo è stato risolvere la situazione di profughi particolarmente vulnerabili (famiglie con bambini, persone fragili e minori non accompagnati) presenti nell'isola greca da tempo, con condizioni di vita ancora più difficili in questi ultimi mesi per la pandemia. Persone in fuga guerre, violenze o situazioni insostenibili - tra cui 13 minori - che ora potranno finalmente guardare al futuro con speranza grazie a sinergie della società civile, tutto a carico dei promotori.

I profughi saranno ospitati in nove regioni (Lazio, Lombardia, Liguria, Piemonte, Sicilia, Puglia, Molise, Friuli e Trentino-Alto Adige) a carico di Sant'Egidio, Chiese protestanti, parrocchie e associazioni come la Comunità Papa Giovanni XXIII. Per gli adulti corsi di italiano, scuola per i minori. Tutti saranno avviati in percorsi di integrazione che punteranno all'autonomia. Una "buona pratica" ampiamente sperimentata, quella dei corridoi umanitari, ma sostanzialmente ancora tutta a carico della società civile che non può fronteggiare il flusso delle migrazioni forzate senza un coinvolgimento dello Stato.

Foto Comunità di Sant'Egidio

E mentre a Roma atterravano in sicurezza i profughi trasferiti da Lesbo, a Lampedusa approdavanoe altre 158 persone. Tredici persone tra cui un minore sono arrivate dalla Tunisia. Poi in zona Sar italiana sono stati soccorsi due gruppi di migranti partiti dalla Libias, prima 61 persone, tra cui 5 donne e 8 bambini, poi altre 81. Una barca con a bordo quattro algerini è stata invece intercettata dalla Guardia di Finanza in Sardegna, a due miglia e mezzo da Capo Teulada. Trasportati al porto di Sant'ANtioco, saranno trasferiti al centro di Monastir dove resteranno in quarantena. Operatori dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati presenti in Libia fanno sapere che ieri le motovedette libiche hanno intercettato in mare 650 migranti partiti a bordo di 4 gommoni da Zwara.

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