venerdì 1 settembre 2017
Arrivata dallo Sri Lanka a 6 anni, adesso studia Giurisprudenza
«Diventare italiana è una questione di principio»

«Sono italiana». La ventiquattrenne Nadeesha Dilshani Uyangoda non ha dubbi, lo ripete di continuo. Racconta: «Sono nata a Colombo, la capitale dello Sri Lanka, ma a 6 anni ho raggiunto i miei genitori scappati dalla guerra civile. Sono tornata nel mio paese d’origine per la prima volta dopo sette anni. Oggi vivo a Nova Milanese e studio Giurisprudenza all’Università di Milano-Bicocca». La ragazza ricorda quando ha capito che non era "italiana" tanto quanto i coetanei con cui era cresciuta: «A 18 anni non ho potuto votare come loro, nonostante facessi il liceo classico, partecipassi ai collettivi e scrivessi moltissimo sul giornale della scuola». Per richiedere la cittadinanza, Nadeesha avrebbe dovuto seguire un complicato iter burocratico: «Per esempio, occorreva ottenere il certificato penale dallo Sri Lanka: avendoci vissuto fino ai 6 anni di età, chissà quanti reati avrei potuto commettere…».
In realtà, proprio in quanto futura giurista, ha deciso di non chiedere la "concessione" della cittadinanza dopo i dieci anni di residenza. «Non perché mi senta straniera. Ma è diventata una questione di principio: voglio che sia un diritto che mi venga riconosciuto, non che debba chiederne la concessione. Spero di diventare italiana con la nuova legge, che riconosca lo ius culturae, ovvero l’italianità di chi si è formato sui nostri banchi di scuola. Da studentessa di Giurisprudenza, credo che non significhi regalare la cittadinanza, ma al contrario allargare il bacino delle persone che si riconoscono nell’insieme di diritti e doveri che comporta l’essere cittadini».

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