mercoledì 24 ottobre 2018
La terra trema nuovamente: ferito il Nord Italia. Due marò accusati di omicidio in India. A Milano l’Incontro mondiale delle famiglie
Ansa

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Anno bisesto, anno funesto, recita un adagio popolare. Il 2012 è stato bisestile; che si sia dimostrato anche funesto giudicate voi ricordando eventi che sono per la più parte ancora ben impressi nella memoria collettiva. E tali rimarranno a lungo.

Come si può dimenticare, dato che molte ferite rimangono insanate, il terremoto che il 20 maggio ha colpito una vasta area tra la Lombardia, l’Emilia e il Veneto, le province di Modena, Ferrara, Reggio, Bologna, Rovigo e Mantova? Scosse del sesto grado della scala Richter, paura a non finire, case distrutte, edifici storici lesionati, aziende in ginocchio. E ancora non bastava: nove giorni dopo si scatenava una serie di nuovi eventi sismici, repliche di magnitudo fino a 5,8. Bilancio complessivo: una ventina di morti e una quantificazione dei danni che ha raggiunto i 14 miliardi. Per l’Italia è stata la peggior catastrofe dell’anno, di impatto mediatico tale da far sparire dalle prime pagine dei giornali le polemiche ancora al calor bianco sul naufragio della Costa Concordia e la querelle politica alimentata da quanto accaduto in India a ridosso delle coste del Kerala, dove il 15 febbraio due nostri fucilieri di marina imbarcati su un mercantile in funzione anti pirateria vengono accusati dalle autorità locali di aver provocato la morte di alcuni pescatori. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono trattenuti laggiù in attesa di processo e possono tornare in Italia solo nel 2016. La vicenda non è ancora conclusa, tanto che il 22 ottobre è cominciata davanti al Tribunale arbitrale dell’Aja l’udienza per stabilire quale paese abbia giurisdizione sulla vicenda, se l’India o l’Italia.

Ma torniamo al 2012. I nostri conti economici non vanno bene, il 13 gennaio l’agenzia di rating Standard and Poor’s ci declassa in categoria BBB+. Il governo Monti non riesce a fare miracoli e l’Europa continua a guardarci con sospetto, quell’Europa alla quale decide di aderire con il referendum del 22 gennaio una nostra vicina di casa, la Croazia.

Il mese di febbraio è caratterizzato da forti nevicate su tutto il continente, ma dall’altro lato della Manica il barometro segna bel tempo e c’è aria di festa: il 6 febbraio la regina celebra il suo giubileo di diamante. Elisabetta è sul trono dal lontano 1952, 60 anni prima. Londra, per inciso, ospiterà in estate (27 luglio-12 agosto) la XXX Olimpiade, che frutterà un bottino di 8 ori, 9 argenti e 11 bronzi agli atleti azzurri.

Chi non rimane a lungo in carica è invece il presidente della Repubblica federale tedesca Christian Wulff costretto a dimettersi il 17 febbraio per un presunto caso di corruzione dal quale uscirà assolto due anni dopo. Pietra dello scandalo un mutuo ottenuto forse con troppa facilità.

Il Papa nel Concistoro del 18 febbraio crea 22 nuovi cardinali. Questo è per lui un periodo di intensa attività: pellegrinaggio apostolico in Messico e a Cuba dal 23 al 29 marzo; viaggi ad Arezzo il 13 maggio, a Milano dall’1 al 3 giugno per il VII Incontro mondiale delle famiglie, tra i terremotati dell’Emilia il 26 giugno, in Libano dal 14 al 16 settembre, a Loreto il 4 ottobre. Pochi giorni dopo, l’11, Benedetto XVI inaugura l’Anno della fede a mezzo secolo esatto dall’inizio del Concilio Vaticano II e apre l’assemblea del sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione.

Abbiamo detto della scelta europeista della Croazia. In area balcanica c’è un altro Paese che non vuole essere da meno e avanzata la candidatura ufficiale (1 marzo) per essere accolto nell’Unione. È la Serbia, il cui cammino verso Bruxelles è però ancora lungo.

Vladimir Putin è rieletto alla guida della Federazione russa (4 marzo) e François Hollande battendo al secondo turno (6 maggio) l’uscente Nicolas Sarkozy si insedia alla presidenza francese. Non ci sarà invece cambio della guardia alla Casa Bianca in quanto Barack Obama verrà riconfermato nella carica dal voto del 6 novembre, quando ancora la costa orientale degli Usa si lecca le ferite inferte una settimana prima dall’uragano Sandy, il più potente per forza distruttiva che abbia mai raggiunto gli stati che si affacciano sull’Atlantico. I danni sono miliardari.

Nel breve riepilogo degli eventi di un anno non possiamo dimenticare il gravissimo fatto di sangue di Brindisi. La mattina del 19 maggio esplodono alcuni ordigni davanti ad una scuola, una sedicenne rimane uccisa, sei ragazze sono ferite. Tredici mesi dopo il responsabile sarà condannato all’ergastolo.

Sul fronte della politica interna la mancata ripresa dell’economia e le turbolenze tra i partiti inducono il presidente del Consiglio Mario Monti a dimettersi il 21 dicembre. Non mangerà il panettone, ma neppure lo mangeranno deputati e senatori perché il presidente della repubblica Giorgio Napolitano il 22 dicembre scioglie in anticipo la XVI legislatura.

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