mercoledì 25 luglio 2018
L’attentato che costò la vita a Falcone. Due mesi dopo quello a Borsellino in via D’Amelio. Scalfaro eletto al Quirinale. Il Papa “riabilita” Galileo.
1992 - Capaci, uno squarcio nel cuore dello Stato
COMMENTA E CONDIVIDI

Quando si dice che ci sono dei numeri infausti si pensa a quella cosa che non esiste ma della quale va tenuto conto, la iella. Giorno infausto e pertanto iellato è stato il 17 febbraio (siamo al 1992) per un signore milanese che si occupava della gestione di una benemerita casa di riposo, il Pio Albergo Trivulzio, e che finì in manette giusto in quella data. Questione di mazzette. Il signore si chiamava Mario Chiesa, e se ne parliamo a distanza di 26 anni è perché con il suo arresto inizia la cosiddetta epoca di «Tangentopoli», l’avvio di una stagione di sconvolgimenti traumatici tanto per il Paese quanto per la politica. Il pool di Mani pulite si scatena, il Palazzo trema, l’opinione pubblica sconcertata chiede cambiamenti profondi. Alle politiche del 5 aprile – secondo alcuni le ultime della cosiddetta prima repubblica – la Democrazia cristiana, al potere ininterrottamente dalla nascita della repubblica, perde quasi due milioni di voti, penalizzata anche dalle polemiche che hanno fatto seguito all’uccisione in Sicilia (12 marzo) del proconsole degli andreottiani Salvo Lima.

Cose di Cosa nostra, di cui approfitta un movimento che sta muovendo i primi passi, la Lega lombarda di Umberto Bossi, che porta a casa 3 milioni e 400 mila voti. Partito democratico della sinistra e Psi non vanno benissimo, e a fine anno (15 dicembre) i socialisti dovranno fare i conti con un avviso di garanzia recapitato dalla procura di Milano al loro segretario Bettino Craxi. Non sarà che il primo.

L’esito del voto politico si riverbera sul Quirinale: il 25 aprile il presidente picconatore-esternatore Francesco Cossiga lascia l’incarico con sei mesi di anticipo sulla scadenza naturale; il 25 maggio le Camere riunite designano alla più alta magistratura dello Stato il presidente del Senato Oscar Luigi Scalfaro.

Maggio 1992: dice qualcosa questa data ai giovani d’oggi? Quasi nessuno di loro ha memoria dell’«attentatuni», i cinque quintali di tritolo che verso le 18 del 23 maggio, innescati da un comando a distanza, creano un gigantesco cratere sull’autostrada tra Punta Raisi e Palermo, a Capaci, e uccidono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta. Lo Stato reagisce con forza, come sempre sa fare a cose fatte, e manda in Sicilia l’esercito. La prova muscolare basterà? Macché, due mesi dopo, nel cuore dell’estate, Palermo e l’Italia sono sotto choc per l’attentato di via D’Amelio: è il pomeriggio di domenica 19 luglio, il magistrato Paolo Borsellino si reca a far visita alla madre ma sotto casa di lei esplode un’auto imbottita di esplosivo. Borsellino muore assieme a cinque agenti. Una strage.

Come strage è stata quella del 7 gennaio a Podrute, nei cieli della Croazia: un elicottero del nostro esercito impegnato nella verifica del cessate il fuoco tra croati e serbi viene abbattuto da un Mig di Belgrado. Tutti morti gli occupanti, quattro italiani e un francese. Tira aria molto brutta da quelle parti; il 6 aprile si spara a Sarajevo, il pretesto è banale, un litigio per ragioni etniche nel corso dei festeggiamenti per un matrimonio, e dalle prime pistolettate si passa in breve ad una guerra vera e propria che durerà fino all’inverno del ’95, fino agli accordi di Dayton propiziati dal presidente americano Bill Clinton, che proprio il 3 novembre 1992 viene eletto alla Casa Bianca. Il giorno dopo, 4 novembre, gli Stati Uniti (ma Clinton non è ancora presidente) lanciano in Somalia l’operazione Restore Hope per mettere ordine in quel tormentato Paese.

Non ci riusciranno, ma anche noi mandiamo i nostri militari. Tre di loro non torneranno a casa, uccisi in un agguato a Mogadiscio. I feriti saranno una quarantina.

Il 12 ottobre 1492 Colombo sbarcava nel nuovo mondo. Il 12 ottobre ’92, cinquecento anni dopo, l’Italia ricorda l’evento inaugurando a Genova le Colombiadi. La città si mette l’abito buono, il porto è oggetto di un grande restyling e anche altrove, nelle province vicine, si varano importanti opere pubbliche e molti sindaci ringraziano Colombo e la pioggia di denaro pubblico.

Un altro anniversario assume notevole impatto mediatico. Il 31 ottobre Giovanni Paolo II "riabilita" Galileo Galilei a 350 anni dalla morte accogliendo le conclusioni di una commissione ad hoc che sul caso dello scienziato ha lavorato per ben undici anni. La condanna pronunciata dal Sant’Uffizio il 12 giugno 1633 è cancellata, ma già nel 1822 e nel 1846 la Chiesa aveva concesso l’imprimatur a opere che affermavano la compatibilità del sistema copernicano con la dottrina di fede. Quella di Wojtyla è una decisione importante che fa scorrere fiumi di inchiostro e vede usare spesso a sproposito il termine "riabilitazione".

Il ’92 segna il trentennio dall’avvio del Vaticano II. Per la circostanza Avvenire realizza in ottobre l’inserto «Trent’anni fa il Concilio».

VAI AL 1991 | VAI AL 1993

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI