domenica 24 luglio 2022
Rimettersi in gioco a 83 anni non è cosa da tutti. Madre Augusta lo ha fatto lasciando il monastero cistercense di Vitorchiano, nel Viterbese, per fondare insieme a 9 consorelle una nuova comunità a Palaçoulo, Portogallo, nel cuore di una terra che come tutta l'Europa fa i conti con la secolarizzazione. Quando le chiedo chi glielo ha fatto fare, la risposta è semplice e disarmante: «Vogliamo trasmettere la gioia di credere in Dio e la bellezza di lodarlo, la fecondità del vivere insieme in amicizia, la santa esigenza del lavoro, la semplice bellezza della natura amata e coltivata. La secolarizzazione non ha cancellato tutto ciò, né in Italia né in Portogallo. Vivendo la vocazione monastica, cerchiamo di risvegliare questo desiderio che è possibile coltivare anche oggi, in ogni condizione e dappertutto». Risvegliare il desiderio: c'è in queste parole la consapevolezza - forgiata in sessant'anni di vita monastica - che nel cuore dell'uomo abita una tensione al bene che aspetta di essere riscoperta e rivitalizzata, e insieme la consapevolezza che preghiera e lavoro possano diventare i motori di un nuovo inizio. Come è stato per Benedetto 1.500 anni fa, e come continua a esserlo nella schiera di uomini e donne che, come Augusta, cercando Dio hanno trovato la felicità.
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