«Armida Barelli: tre anni con la Sla, confidando nel Sacro Cuore»

Alla dedicazione del Centro NeMo del Policlinico Gemelli di Roma alla beata co-fondatrice dell'Università Cattolica la Messa con l'omelia dell'assistente generale monsignor Claudio Giuliodori
May 2, 2025
«Armida Barelli: tre anni con la Sla, confidando nel Sacro Cuore»
Un momento della cerimonia di dedicazione. A destra, il vescovo Claudio Giuliodori
«La Sla colpisce profondamente le condizioni umane delle persone, ma sappiamo che la solidarietà e la fede possono essere rafforzate dal momento della prova: intitolare a Armida Barelli questo luogo particolare significa rafforzare la speranza nei progressi della ricerca scientifica e nel sostegno che si può ricevere da una cura ricca di tenerezza umana». L’ha detto l’assistente generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori nella Messa che ha ieri ha solennizzato la dedicazione del Centro NeMo del “Gemelli” alla beata Armida Barelli. «Negli ultimi tre anni della sua vita, dal 1949 alla morte nel 1952, colpita proprio dalla Sla – ha aggiunto Giuliodori –, non ha potuto più parlare e si è ritirata nella sua Marzio, dedicando la vita alla preghiera. Ha offerto la sofferenza per la continuità delle sue opere e, soprattutto, per la realizzazione del grande sogno di padre Agostino Gemelli da lei profondamente condiviso: la nascita a Roma della Facoltà di Medicina e chirurgia con il relativo Policlinico. Grazie a lei, che confidava sempre nel Sacro Cuore, per cui era convinta che proprio le cose impossibili possono diventate possibili, oggi possiamo vedere che la realtà, a distanza di anni, ha superato anche il sogno. E su quella fede, così simile al granellino di senape evangelico, si è sviluppato un grandioso albero dove trovano spazio eccellenze formative, assistenziali e di ricerca tra le più importanti nel Paese». La beata Barelli nel Centro NeMo del Gemelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA