Ospedali di eccellenza e assistenza sul territorio: si avvia la riforma Schillaci

Disegno di legge delega del governo per armonizzare le norme del 2015 e del 2022. Nuovi standard per la non autosufficienza, e riordino dei medici di famiglia e pediatri
January 13, 2026
Ospedali di eccellenza e assistenza sul territorio: si avvia la riforma Schillaci
Nella riforma previsti ospedali "nazionali" e ospedali "elettivi", privi di Pronto soccorso/ IMAGOECONOMICA
Muove i primi passi la riforma sanitaria “targata Schillaci”. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il disegno di legge delega, proposto dal ministro della Salute, per riorganizzare e integrare l’assistenza ospedaliera e quella territoriale. «Vogliamo rendere il Servizio sanitario nazionale (Ssn) – ha detto il ministro Orazio Schillaci – più capace di rispondere ai bisogni assistenziali dei cittadini». I decreti attuativi dovranno essere adottati entro fine 2026.
Lo scopo è quello di armonizzare le norme contenute nel decreto ministeriale 70 del 2015, relative agli ospedali, con quelle introdotte dal decreto ministeriale 77 del 2022, in relazione all’assistenza del territorio. I due Dm furono infatti adottati in tempi (potremmo dire quasi epoche) completamente diverse: il primo dal Governo Renzi (ministro della Salute Beatrice Lorenzin), il secondo dal Governo Draghi (ministro Roberto Speranza) dopo la pandemia e faceva parte delle riforme necessarie per ottenere dall’Unione Europea le risorse del Pnrr.
Non è quindi esagerato parlare di riforma sanitaria, anche perché il disegno di legge delega approvato ieri dal Governo fa riferimento all’adozione di uno o più decreti legislativi che intervengano sull’impianto normativo disegnato dalla legge 833/1978, che istituì il Ssn e dal decreto legislativo 502/1992, che ne rappresentò una delle più significative correzioni.
Il provvedimento prevede esplicitamente una revisione e aggiornamento degli standard previsti dai Dm 70 e 77. Anche per ridurre la mobilità sanitaria, si prevede l’istituzione di ospedali di terzo livello, corrispondenti a strutture di eccellenza a livello nazionale, con bacino di utenza nazionale e sovranazionale. A queste strutture saranno destinate specifiche risorse a copertura degli oneri relativi allo svolgimento di funzioni assistenziali di livello nazionale, tenendo conto di numerosità assoluta dei pazienti, e del peso medio della casistica trattata, del possesso di elevati standard di qualità, della quota di assistiti provenienti da altre regioni e dell’attività di ricerca svolta. Questi ospedali di terzo livello potranno essere anche gestiti da enti privati, anche a carattere religioso, che operino senza scopo di lucro. Questi ospedali sono individuati secondo criteri omogenei a livello nazionale, in modo simile agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e alle aziende ospedaliere universitarie integrate.
Altra novità è la previsione di “ospedali elettivi”, privi di Pronto soccorso, ma collegati alla rete di emergenza-urgenza «dove trasferire pazienti acuti non urgenti da altre strutture ospedaliere di livello superiore», chiosa Schillaci.
Quanto al territorio, la riforma mira a garantire un adeguato livello di qualità dell’assistenza per persone non autosufficienti, anche con riguardo a residenzialità e semiresidenzialità, definendo standard di personale. Nonché a individuare criteri organizzativi omogenei per integrare interventi socio-sanitari erogati dal Ssn con quelli assistenziali di natura non sanitaria. Previsto un aggiornamento dei servizi di salute mentale di adulti e minori, delle dipendenze patologiche e della salute in carcere. Infine un riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA