«Possiamo essere oppresse, non distrutte»: le nigeriane guidano la preghiera delle donne

Il 6 marzo la Giornata mondiale di preghiera, iniziativa ecumenica che coinvolge le donne cristiane di tutto il mondo. La riflessione affidata quest'anno alla Nigeria. Ecco le iniziative in Italia
March 5, 2026
Il gruppo delle donne nigeriane che hanno preparato le riflessioni per la Giornata mondiale di preghiera del 2026
Il gruppo delle donne nigeriane che hanno preparato le riflessioni per la Giornata mondiale di preghiera del 2026
Voci dalla Nigeria, voci di donne resilienti, che la sofferenza non riesce a spezzare, perché si aiutano reciprocamente e trovano in Cristo la forza e il ristoro. La Giornata mondiale di preghiera (Gmp) che il 6 marzo si celebra in più di 120 Paesi sul tema “Venite... Io vi farò riposare” (Matteo 11, 28-30) è stata preparata dal comitato interconfessionale delle donne nigeriane e ci immerge nelle loro vite. Eccole, «attraversano sentieri insidiosi per raggiungere le loro fattorie, spesso trasportando sia il raccolto che i loro figli: un bambino legato alla schiena, un carico pesante in equilibrio sulla testa». Così le descrive una giovane artista nigeriana, Gift Amarachi Ottah, e così le ha raffigurate nel logo della Giornata. In primo piano, le tre figure in abiti tradizionali rappresentano le diverse culture etniche del territorio. Il Paese, ricco di risorse, fra cui il petrolio e il gas, ha una storia dolorosa. Fra il 1526 e il 1859 2,2 milioni di persone furono vittime della tratta degli schiavi. Il dominio coloniale britannico durò dal 1851 al 1960. Poi ci fu la guerra del Biafra (1967-1970) col suo tragico corteo di distruzione, carestia e morti per fame. Da ultimo, il terrore seminato da Boko Haram e dallo Stato islamico. I cambiamenti climatici e le forti sperequazioni sociali incidono pesantemente sulle condizioni della popolazione.
Tutto questo riecheggia nei sussidi della Gmp che anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti, desidera far conoscere alle donne di tutto il mondo la realtà delle donne di un determinato Paese, per accompagnarle con la preghiera e l’aiuto concreto e per ricevere da loro una preziosa testimonianza di vita e di fede. Si creano così autentici legami di sorellanza che attraversano tutti i continenti, nella fedeltà al motto: «Informarsi per pregare, pregare per agire».
Raccontando le loro esperienze, le donne nigeriane sottolineano: «Queste storie non vogliono portarci disperazione. Piuttosto, mostrano come Dio dia veramente riposo anche nelle situazioni più difficili. Che lo Spirito Santo parli attraverso queste testimonianze, ispirandoci ad alzare la voce in preghiera con tutte coloro che nel mondo intero portano pesi gravosi. Siamo un unico corpo in Cristo». Ed invitano a cantare un inno che dice: «Siete affaticate, siete stanche, vi sentite oppresse? “Vieni”, la voce dell’Amore ci invita a trovare riposo. Vi sentite sole, siete in lutto, provate dolore, angoscia? Nella nostra sorellanza di fede sarete benedette».
Come simbolo della Giornata propongono la ciotola “calabash”, un oggetto ricavato da una zucca, che serve nelle zone rurali per raccogliere il cibo e vendere i raccolti. Questo contenitore rappresenta la Provvidenza divina, «il modo con cui Dio fornisce sostentamento, nutrimento e sollievo in mezzo alle lotte della vita».
Le donne nigeriane testimoniano che la sofferenza deve essere affrontata con la forza che viene da Dio, senza passività né rassegnazione. In mezzo alla miseria, Blessing esclama: «Possiamo essere oppressi, ma non distrutti. Continuiamo a lavorare, a sperare, a pregare per la Nigeria e sappiamo che è possibile». Beatrice parla della difficile situazione delle vedove: «Ho faticato a trovare lavoro come madre single. I miei suoceri, che pensavo ci avrebbero sostenuto, mi hanno invece trattato con sospetto e hanno cercato di portarmi via le poche proprietà lasciate da mio marito. C’erano giorni in cui non sapevo come avrei potuto sfamare i miei figli o pagare le loro rette scolastiche. Tuttavia, nei momenti più bui, ho trovato forza nella mia fede e nella comunione con altre vedove».
Nelle parole di Jato palpita il ricordo struggente per Leah Sharibu: «La storia di Leah mi inquieta. Una giovane ragazza, incrollabile nella sua fede, che ha rifiutato di rinnegare Cristo anche di fronte alla prigionia. Sono passati otto anni da quando Boko Haram l’ha rapita e ancora oggi rimane loro prigioniera. Ogni volta che guardo Amina, mia figlia, non posso fare a meno di pensare: “E se fosse stata lei?”». «La nostra forza non deriva dall’aspettativa di una vita facile – continua –. È invece radicata nella consapevolezza che Cristo cammina con noi in ogni difficoltà. Di fronte alle persecuzioni, non aspettiamo semplicemente di essere salvati, ma viviamo attivamente la nostra fede, sapendo che ogni atto di amore e di perdono è una testimonianza della potenza duratura di Cristo nella nostra vita. La storia di Leah ci ricorda il costo di questa fede, ma ci mostra anche il suo potere».

Tutte le iniziative in Italia. Nel 2029 tocca alla voce delle italiane

Gli eventi in occasione della Giornata mondiale di preghiera (Gmp), che si svolgono quest’anno nell’arco di alcuni giorni a partire da domani, anche in Italia mostrano la fecondità della collaborazione ecumenica femminile. Come agli albori dell’iniziativa quasi centenaria, che però ha radici ad inizio Ottocento, l’intraprendenza e l’autonomia delle donne membri di Chiese, pastore, religiose, socie del Segretariato attività ecumeniche, dei Focolari e di altri gruppi, rende il lavoro creativo e snello. La Gmp si presenta in due varianti principali: come celebrazione ecumenica tout court o inserita nei culti delle chiese evangeliche. La preghiera termina abitualmente con momenti conviviali ispirati alle tradizioni del Paese stesso.
La Gmp è stata aperta il 27 febbraio dalle donne delle chiese cristiane di Genova, che hanno vissuto la liturgia nella chiesa luterana. Domani, 6 marzo, si svolgerà invece la maggior parte degli eventi: alle 17,30 a Livorno e a Reggio Calabria nella chiesa valdese, a Napoli alla chiesa battista, a Venezia nella chiesa di San Giobbe. Alle 18 a Palermo nella chiesa di Santa Maria della misericordia, a Rovigo nella chiesa battista, a Messina nella chiesa della Madonna della Scala, a Parma presso i missionari saveriani con il Mission choir. Alle 18,30 a Verona nella chiesa di San Giacomo maggiore con il Coro ecumenico e le donne cattoliche nigeriane, a Milano presso le missionarie dell’Immacolata.
Sabato 7 marzo, dalle 15 alle 17 a Genova presso l’Istituto don Bosco, ritorna la felice esperienza della Gmp delle bambine e dei bambini, organizzata dal gruppo ecumenico delle Chiese cristiane locali. Sarà un pomeriggio con giochi, canti e preghiere ecumeniche. Alle 17 a Bologna gli eventi si terranno nella chiesa di San Donato. Domenica 8 marzo alle 10,30 i culti saranno ad Aosta nella chiesa valdese e a Torino nel tempio valdese. Alle 11 a Modena nella nuova sede della chiesa evangelica metodista, a Marsala nella chiesa valdese, a Roma nella chiesa metodista di via XX Settembre (culto bilingue) e a Siena nella chiesa valdese. Alle 15 a Torre Pellice la celebrazione della Giornata mondiale si terrà nella chiesa di San Martino, alle 16,30 a Pomezia nella parrocchia di San Bonifacio. Lunedì 9 marzo alle 17,30 la Gmp si tiene a Vittoria nella chiesa delle Anime sante del Purgatorio, mentre il 15 marzo alle 18 a Pisa nella chiesa valdese. A Corato, dove la Gmp ha una storia ventennale, l’incontro si terrà il 18 marzo alle 19,15 nella chiesa cattolica.
L’anno 2026 segna la vigilia del centenario della Gmp che sarà festeggiato a marzo 2027. Un’altra data rilevante sarà il 2029, anno in cui la liturgia utilizzata sarà quella redatta dalle donne cristiane dell’Italia sul tema “Compassion brings healing”, “La compassione porta guarigione”. In vista di questo appuntamento, dal 16 al 20 giugno si terrà al Centro Ecumene di Velletri un workshop guidato dall’amministratrice delegata del World day of Prayer international di New York, insieme alle due rappresentanti europee del Comitato esecutivo internazionale. Questo primo laboratorio darà il via alla preparazione del materiale: le note geografiche, storiche e culturali del Paese, con particolare attenzione alla situazione economica e sociale delle donne, lo studio biblico e l’ordine del culto. Il comitato italiano della Gmp invita «donne creative, impegnate e innovative» che vogliano partecipare a candidarsi entro il 24 marzo: www.giornatamondialedipreghiera.it, gmpitaliana@gmail.com.

© RIPRODUZIONE RISERVATA